AGIPRESS – Un piano regionale che dovrà portare entro il 2020 a centrare l‘obiettivo del 70 % di raccolta differenziata – oggi è il 56% – e l’80% entro il 2023, con sei nuovi biodigestori da realizzare entro il 2022 e solo il 10 per cento dei rifiuti da avviare in discarica. Così il presidente della Toscana nell’ambito delle tre giorni fiorentina “State of the Union” annuncia gli obiettivi per una gestione più sostenibile dei rifiuti. Relatrice del pacchetto Ue sull’economia circolare, che prevede un piano in 54 azioni, è stata una parlamentare di Firenze. L’obiettivo della Toscana, ribadisce la Regione, è condividere con il mondo delle imprese la ‘chiusura dei cicli produttivi’: attraverso la riduzione dei rifiuti, ma anche attraverso l’innovazione e la ricerca che consentano di riutilizzare l’oggetto, allungarne la vita e alla fine farlo tornare materia prima, oppure trattando i rifiuti in maniera diversa. Lo si fa responsabilizzando consumatori e produttori: è evidente che l’economia circolare diventa anche una questione di competitività nel momento in cui la plastica usa e getta ed altre produzioni saranno messe al bando per legge. Servono dunque azioni concrete, ribadiscono dalla Regione Toscana, e in rapporto con l’Europa. Economia circolare del resto non significa politica di rifiuti zero e neppure di impianti zero, ripete oggi a Firenze la relatrice del pacchetto Ue. Vuol dire semmai ottimizzare l’uso degli scarti e i processi produttivi in ogni loro fase. Con il risultato certo, a cascata, di ridurre poi anche la produzione dei rifiuti e le emissioni in atmosfera di anidride carbonica. In Italia si producono ogni anno circa 135 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui 2,3 in Toscana.












