Soluzioni digitali in agricoltura, essenziali per aumentare la sostenibilità e la produttività dell’azienda

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(AGIPRESS) – Presentati da Image Line, azienda Hi-Tech italiana specializzata nelle soluzioni digitali per l’agricoltura, i risultati di un’indagine, condotta in collaborazione con il Prof. Luca Camanzi, il Dott. Carlo Giua del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università degli Studi di Bologna, e la Prof. Valentina Materia dell’Università di Wageningen (Olanda). Lo studio ha visto il coinvolgimento di circa 1.000 agricoltori italiani chiamati a esprimersi sul ruolo del digitale in campo, su come è cambiato il lavoro di filiera in base alla propria esperienza e le proiezioni per il futuro sempre nell’ottica di smart farming.

Come si presenta dunque la situazione in Italia? Secondo i risultati dell’indagine il 51,17% degli intervistati afferma di aver usato o di utilizzare soluzioni di smart farming. Tra gli adottanti, gli strumenti più utilizzati risultano essere: i sistemi gestionali (73,9%). I moderni software offrono diverse funzionalità come registrare trattamenti, raccolte e prodotti, monitorare le previsioni e lo storico meteo, ma consentono anche di registrare attività amministrative, come la gestione dei costi o la registrazione dei prezzi, la contabilità, la gestione del magazzino e della tracciabilità. Queste tecnologie rappresentano in molti casi uno strumento versatile e facile da utilizzare e sono quindi già note e adottate da molte aziende agricole. Oltre il 65% degli intervistati, infatti, ha affermato di avere le conoscenze per poter utilizzare gli strumenti di smart farming e che interagire con le nuove tecnologie risulta essere chiaro e comprensibile. Questi gestionali, oltre a generare una vera e propria carta d’identità del prodotto e permettere di organizzare in maniera più efficace la gestione interna dell’azienda, consentono anche di gestire i rapporti con clienti e fornitori. Al secondo posto, tra gli strumenti digitali più utilizzati dagli agricoltori partecipanti all’indagine, ci sono i sistemi geolocalizzati/GPS connessi ad attrezzature agricole (43,3 %) seguiti dai sistemi di sensoristica per registrazione e monitoraggio di dati sito-specifici (32,4%). Grazie al semplice posizionamento di sensori specifici e senza bisogno di realizzare particolari infrastrutture, soprattutto in zone non servite e difficilmente raggiungibili, il gestore dell’azienda agricola si assicura un efficace strumento per il monitoraggio dei consumi, la conservazione delle risorse idriche e il monitoraggio ambientale. L’indagine condotta dall’Università degli Studi di Bologna in collaborazione con Image Line, ci mostra dunque l’identikit di un agricoltore che – nonostante alcune barriere – crede sempre di più nei vantaggi dell’agricoltura 4.0 e che proprio per questo ha già intrapreso un percorso di digitalizzazione o se non lo ha ancora fatto, di voler iniziare a breve (65,7%). AGIPRESS

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