Al Maggio Musicale torna dopo 31 anni il Trittico di Giacomo Puccini

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Grande evento al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dal 15 al 23 novembre: per sole quattro recite torna in scena, dopo 31 anni di assenza da Firenze, il Trittico di Giacomo Puccini («Il Tabarro», «Suor Angelica» e «Gianni Schicchi») rappresentato tutto nella stessa serata, come previsto dall’autore e come quasi mai viene fatto, visto il considerevole sforzo economico che comporta: in totale sono ben 47 i personaggi, che in questo nuovo allestimento del Maggio in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Lirico di Cagliari sono interpretati da 40 cantanti (13 provengono dall’Accademia del Maggio; ai solisti va aggiunto ovviamente il coro).

Fra i protagonisti, ci sono Maria José Siri (Suor Angelica e Giorgetta nel «Tabarro»), Anna Maria Chiuri (che nello «Schicchi» sarà una Zita meno vecchia arpia del solito – nel libretto ha 60 anni, che per il XIII secolo era età avanzatissima – e un po’ più simile alla Mrs. Robinson de «Il laureato», mentre in «Suor Angelica» sarà l’odiosissima zia principessa, ruolo in cui l’abbiamo già vista qui tre anni fa, e nel «Tabarro» La Frugola), Marina Ogii, Anna Malavasi, Bruno de Simone (Schicchi), Angelo Villari (Luigi nel «Tabarro»), Franco Vassallo (Michele nel «Tabarro»). Due delle opere, «Suor Angelica» e «Gianni Schicchi», sono state già testate fra Cagliari e Pisa, mentre per «Il tabarro» quello di Firenze è un debutto assoluto.

È soltanto la quarta volta, in tutta la storia del Maggio Musicale, che va in scena il Trittico tutto insieme (le messinscene precedenti sono state nel dicembre 1955/gennaio ’56, nel giugno 1983 e nel giugno 1988).Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio c’è il viareggino Valerio Galli, pucciniano provetto, mentre la regia è affidata a Denis Krief, cosmopolita attualmente residente a Berlino, ma che per 30 anni ha vissuto a Roma (e conosce a fondo l’italiano, il che per un regista d’opera non guasta): la stessa accoppiata che, due anni fa, diede vita a un delizioso allestimento de «La rondine», opera considerata “minore”, ma che Puccini amava molto, come amava la pur non fortunatissima «Suor Angelica»: questa, al debutto del trittico al Metropolitan di New York, il 14 dicembre 1918, ricevette un’accoglienza piuttosto tiepida, mentre fu subito apprezzato il comico «Gianni Schicchi», il “pannello” indubbiamente più rappresentato in seguito e che era un cavallo di battaglia (uno dei tanti, in verità) del grandissimo Rolando Panerai, scomparso pochi giorni fa: a lui, acclamato più volte dal pubblico fiorentino – oltre che da quello del mondo intero – nel ruolo del diabolico “falsatore di persona” reso famoso nei secoli dalla rabbiosa apparizione nell’VIII bolgia dell’Inferno di Dante (canto XXX), sono dedicate tutte e quattro le recite del Trittico e del «Gianni Schicchi» in particolare.Un’occasione unica per apprezzare a volontà il Puccini anni Dieci (che è poi anche quello della sublime «Fanciulla del West», pure di allestimento dispendioso e, conseguentemente, di rappresentazione rara dalle nostre parti), così ricco di soluzioni musicali innovative.

Argomenti diversi, ma con perfetto equilibrio di musica e drammaturgia: si comincia con un cupo dramma della gelosia con omicidio ambientato nei bassifondi di Parigi, si prosegue con la tragedia di una giovane aristocratica privata del figlio della colpa, monacata a forza e ancora angariata a morte da una famiglia implacabile e si scioglie la tensione ridendo dell’astuta beffa di Gianni Schicchi nella Firenze di fine Duecento.

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Il tabarro. Parigi, 1910; sulla Senna è ancorato il barcone da carico del maturo Michele, marito della giovane Giorgetta; hanno avuto e perso un bambino e Giorgetta si è raffreddata verso di lui, che inizia a essere geloso (ne ha ben donde, perché lei si è innamorata del giovane scaricatore Luigi e spesso la sera, accendendo un fiammifero, gli segnala che può salire a bordo). Invano Michele rammenta alla moglie i giorni felici in cui lei e il bambino cercavano rifugio nel suo tabarro; Giorgetta si sottrae e si ritira in attesa che il marito la segua e si addormenti, per poi chiamare l’amante. Michele, mentre riflette su chi possa essere costui, accende la pipa; Luigi pensa sia il segnale e balza sul barcone; Michele lo costringe a confessare, lo strangola e ne avvolge il corpo dentro al suo tabarro. Giorgetta torna in coperta e, quando si avvicina al marito, questi apre il tabarro lasciando cadere a terra il cadavere di Luigi.

Suor Angelica. Cast tutto femminile (a parte il coro d’angeli nel finale), leggenda vorrebbe che tutte donne siano state le primissime ascoltatrici di una versione suonata all’organo e canticchiata dallo stesso Puccini, nel monastero della Visitazione di Vicopelago dov’era suora agostiniana la sorella del compositore, ma son storie di tradizione orale a versioni divergenti; certo è che, fra le opere del suo trittico, Puccini diceva di prediligere proprio questa. Da «Suor Angelica» non di rado viene antologizzata la straziante aria «Senza mamma», che l’infelice protagonista, nobile giovane che ha avuto un figlio della colpa e viene per questo monacata a forza e mai visitata dalla famiglia, canta dopo aver saputo dalla zia principessa (andata in convento dopo sette anni solo per farle firmare una rinuncia ai suoi beni a pro’ della sorella che va sposa) che il suo bimbo è morto. Addetta alle erbe officinali, sa come usarle anche per darsi la morte, che sarebbe un peccato irredimilbile, ma, bevuto il veleno, invoca la Madonna, che le appare sopsingendo verso di lei il bambino: miracolo o allucinazione che sia, l’idea è che muoia redenta dal suo amore e dalle sue sofferenze.

Gianni Schicchi. Firenze, 1299: è spirato Buoso Donati; i parenti appurano che ha lasciato i suoi beni ai frati. Rinuccio, fidanzato di Lauretta, figlia di Gianni Schicchi, propone di ricorrere alle astuzie del futuro suocero (recitativo-arioso di Rinuccio “Avete torto! È fine! … astuto…”). Sua zia Zita protesta all’arrivo del plebeo Schicchie costui, offeso, se ne andrebbe, senza le implorazioni di Lauretta (“O mio babbino caro”). Così Gianni, contraffacendo la voce di Buoso, risponde al dottor Spinelloccio, venuto a informarsi della salute del paziente, e manda a chiamare il notaio (arietta di Gianni “Si corre dal notaio”); travestito da Buoso, dal letto detta il nuovo testamento, destinando i beni più ambiti per sé: la casa di Firenze, la mula, i mulini di Signa. I parenti non possono protestare senza svelare la truffa e quindi incorrere nelle pene previste, esilio e taglio della mano (stornello di Gianni “Addio, Firenze, addio, cielo divino”). Scaccia tutti dalla casa ormai sua e si rivolge al pubblico, chiedendo le attenuanti per aver agito a fin di bene, a pro’ dei due fidanzati (che amoreggiano sul balcone).

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Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Piazzale Vittorio Gui, 1)Da venerdì 15 novembre alle 20 (altre recite domenica 17 alle 15.30; mercoledì 20 e sabato 23 alle 20)

IL TABARRO. Opera in un atto (da La Houppelande di Didier Gold). Libretto di Giuseppe Adami. Musica di Giacomo Puccini (Editore Casa Ricordi, Milano). Nuovo allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Lirico di Cagliari. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, Maestro concertatore e direttore Valerio Galli, Maestro del Coro Lorenzo Fratini. Regia Denis Krief. Michele: Franco Vassallo, Luigi: Angelo Villari, Il “Tinca”: Antonio Garés*, Il “Talpa”: Eugenio Di Lieto, Giorgetta: Maria José Siri, La Frugola: Anna Maria Chiuri, Un venditore di canzonette: Dave Monaco*, Due voci interne: Thalida Fogarasi**, Leonardo Sgroi**, Due amanti Costanza Fontana*, Claudio Zazzaro*, Midinettes Maria Cristina Bisogni**, Cristina Pagliai**, Sarina Rausa**, Elena Bazzo**, Elisabetta Ermini**, Delia Palmieri**. Figurante speciale Fabrizio Casagrande. Allestimento Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Scene, costumi e attrezzeria Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

SUOR ANGELICA. Opera in un atto di Giovacchino Forzano. Musica di Giacomo Puccini (Editore Casa Ricordi, Milano). Nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, Maestro concertatore e direttore Valerio Galli, Maestro del Coro Lorenzo Fratini. Regia Denis Krief. Suor Angelica: Maria José Siri, La Zia Principessa: Anna Maria Chiuri, La Badessa: Marina Ogii, La Suora Zelatrice: Anna Malavasi, La Maestra delle Novizie: Giada Frasconi*, Suor Genovieffa: Costanza Fontana*, Suor Osmina: Elena Cavini*, Suor Dolcina: Nikoleta Kapetanidou*, La Suora Infermiera: Carmen Buendia*, Prima Sorella Cercatrice: Eunsong Lim, Seconda Sorella Cercatrice: Francesca Longari*, Prima Conversa: Marilena Ruta*, Seconda Conversa: Emma Alessi Innocenti, Prima Novizia: Marta Pluda*, Seconda Novizia: Julia Costa*, Tre suore: Daniela Losi**, Consuelo Cellai**, Amanda Ferri**. Allestimento Teatro Lirico di Cagliari. Scene, costumi e attrezzeria Teatro Lirico di Cagliari

GIANNI SCHICCHI. Opera in un atto di Giovacchino Forzano. Musica di Giacomo Puccini (Editore Casa Ricordi, Milano). Nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca in coproduzione con il Teatro Lirico di Cagliari e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, Maestro concertatore e direttore Valerio Galli, Maestro del Coro Lorenzo Fratini. Regia Denis Krief. Gianni Schicchi: Bruno de Simone, Lauretta: Francesca Longari*, Zita detta La Vecchia: Anna Maria Chiuri, Rinuccio: Dave Monaco*, Gherardo: Antonio Garés*, Nella: Costanza Fontana*, Gherardino: Matteo Lantieri, Betto di Signa: Francesco Venuti*, Simone: Eugenio Di Lieto, Marco: Min Kim*, La Ciesca: Giada Frasconi*, Maestro Spinelloccio: Enrico Marabelli, Ser Amantio di Nicolao: Enrico Marabelli, Pinellino: Shuxin Li*, Guccio: Adam Jon. Figurante speciale Fabrizio Casagrande. Allestimento Teatro del Giglio di Lucca. Scene, costumi e attrezzeria Teatro del Giglio di Lucca*artisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino – **artisti del Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Biglietti da 40 a 120 euro per la prima, da 40 a 100 euro (pochissimi) per la seconda recita, da 30 a 100 euro per le ultime due; in vendita anche sul sito del Maggio