Città metropolitane: fanno fronte comune e rivendicano poteri rispetto alle regioni

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPrint this pageEmail this to someone

Dopo aver messo in sicurezza i bilanci, è arrivato il momento di accelerare nel rilancio dell’azione delle Città metropolitane, a partire da una maggiore chiarezza sul ruolo di mera pianificazione assegnato alle Regioni. E’ nelle Città metropolitane che si concentrano sì le criticità, ma anche le maggiori opportunità per l’intero Paese. Da qui bisogna ripartire con decisione. Lo afferma il presidente dell’Anci, che oggi nella sede del Comune di Venezia ha presieduto, insieme al coordinatore e sindaco di Firenze, la riunione dei sindaci delle Città metropolitane.
L’incontro, organizzato per mettere a punto la strategia per un nuovo slancio degli enti istituiti con la legge Delrio, ha preso spunto dai dati di una ricerca Intesa Sanpaolo dai quali si evince che tra il 2013 e il 2017 le Città metropolitane fanno registrare una variazione del Pil superiore rispetto alla media del Paese, sfiorando la soglia del 4%, per arrivare in alcuni casi a percentuali tra il 4,5 e il 6% (Firenze, Bologna, Milano, Napoli).

Anche rispetto al dato sul l’occupazione, a fronte di un aumento dell’1% su base nazionale, le grandi città registrano incrementi intorno all’1,2%. Nelle Città metropolitane, poi, crescono le multinazionali italiane e gli investimenti stranieri.
E’ a fronte di questi dati che il presidente Anci annuncia “una piattaforma, una proposta di agenda urbana che presenteremo a partiti e coalizioni in vista delle elezioni, sottolineando il ruolo fondamentale da assegnare alle Città metropolitane”. Ma serve anche, ribadisce, “un tagliando alla legge Delrio, in modo da creare maggiore sinergia tra Città metropolitane, Comune capoluogo e Regione: sono ancora troppi i casi – aggiunge – in cui le Regioni travalicano il ruolo di pianificazione loro assegnato, gestendo direttamente funzioni in modo inappropriato e sottraendo risorse alle Città metropolitane”.

Le Regioni, sottolinea il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco di Catania, “tendono spesso a occuparsi di temi che sono invece di competenza metropolitana, a partire dal trasporto pubblico locale”. E il sindaco di Napoli aggiunge: “Su questo non faremo passi indietro, le Regioni devono limitarsi alla programmazione”.
E’ per questo, afferma infine il coordinatore e sindaco di Firenze, che “continueremo ad affermare il nostro ruolo e a manifestare le nostre proposte per il sistema Paese, anche nel rapporto con il prossimo governo, puntando contemporaneamente a rafforzare l’interlocuzione anche con le istituzioni europee”.
La riunione del coordinamento è stata anche occasione per discutere delle maggiori criticità, a partire dallo smog: “Per abbattere l’inquinamento – ricorda il presidente Anci – abbiamo già ottenuto fondi per 1,4 miliardi destinati a interventi strutturali, soprattutto sulle linee metropolitane. Ci sono sei miliardi ancora da assegnare per interventi infrastrutturali: vigileremo e daremo il nostro contributo per la corretta destinazione di queste risorse”.
“Rappresentiamo – afferma infine il sindaco di Venezia – quanto di meglio l’Italia può offrire in termini di competitività e di crescita, i dati lo confermano. E’ nostro dovere pensare al bene dei cittadini e al futuro dei nostri giovani”.

Leggi anche:   Conferenza sulla Libia, incerta la presenza del generale Haftar