carabinieri feriti da spacciatori nordafricani, con precedenti

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Se nel Foggiano un maresciallo dei carabinieri è stato ucciso a colpi di pistola, mentre un suo collega è rimasto ferito, anche a Bologna nelle ultime 24 ore l’Arma ha dovuto difendersi, con due militari costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso per una serie di escoriazioni su gomiti e ginocchia giudicate guaribili in quattro giorni: è questo il risultato di un’aggressione da parte di tre spacciatori, tutti con precedenti di polizia, che volevano scappare ma sono stati arrestati dagli stessi carabinieri.
E” successo al quartiere Pilastro, zona popolare della città dove la droga è un problema serio, è che è anche un luogo di dolore per l”Arma dei carabinieri: tristemente noto, infatti, per l”uccisione di tre carabinieri da parte dei killer in divisa della Uno Bianca, nel gennaio del 1991.
Ieri sera, attorno alle 21.30, la pattuglia del nucleo operativo della compagnia Bologna Centro aveva sorpreso i tre, tra cui una donna, a spacciare cocaina in un condominio e dopo aver osservato per un po” la scena è entrata in azione.
Operazioni antidroga come questa, non sono certo una novità per le forze dell”ordine.
Durante il blitz due degli spacciatori, un 39enne marocchino e un 45enne tunisino, oramai sapendo di essere stati scoperti hanno provato ugualmente a fuggire scagliandosi addosso ai carabinieri. Per contenerli e renderli inoffensivi i due militari hanno faticato non poco, rimanendo lievemente feriti durante il corpo a corpo.
Malconci ma determinati, i carabinieri sono riusciti comunque a bloccarli: con loro c”era anche una donna italiana di 51 anni.
Nell”operazione sono stati sequestrati una decina di grammi dicocaina, circa 500 euro in contanti e una bilancina di precisione. Su ordine della Procura di Bologna gli spacciatori sono finiti in carcere, mentre i due carabinieri sono andati in ospedale per farsi medicare: entrambi hanno ricevuto una prognosi di quattro giorni.

Gli spacciatori sono per ora in carcere, ma ci resteranno sicuramente poco. E nel frattempo le toghe di sinistra protestano per provvedimenti restrittivi dei prefetti, sostenendo in pratica i diritti anche di chi poi entra in azione in questo modo.

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