Le paure dei migranti non sono più al vertice delle preoccupazioni dei cittadini europei

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Nonostante il fatto che Salvini abbia fondato sul sostanziale blocco dell’immigrazione la sua campagna elettorale anche a livelllo europeo, i risultati di un recente sondaggio dell’European Council on Foreign Relations in 17 paesi europei, riportato dalla Stampa, di cui riprendiamo i principali risultati, mostra che l’Ungheria è l’unico Paese in cui l’immigrazione è ancora vista come la minaccia numero uno per l’Ue.

Negli altri Paesi che sono stati analizzati, si trovano almeno altri 5 temi altrettanto, se non più importanti, per la popolazione. Gli elettori, in sostanza, non vedono le elezioni europee come un referendum su una singola questione. Piuttosto, il voto di maggio si deciderà sulla base di sei grandi temi europei, e la sfida sull’immigrazione non è nemmeno la più importante.

Il sondaggio mostra che la più importante minaccia percepita in tutta Europa è il radicalismo islamico, con punte molto elevate in Francia, Germania e Paesi Bassi, i paesi più colpiti, insieme alla Spagna e al Belgio, dagli attentati di quel tipo.

Un’altra questione importante è la paura del ritorno del nazionalismo nell’Ue, che è considerata più importante – o almeno uguale – all’immigrazione in Austria, Finlandia, Danimarca, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Polonia e Spagna. Gli effetti della crisi economica rimangono un enorme problema in Italia, Romania, Grecia e Slovacchia.

Molti Paesi si preoccupano dell’emigrazione che porta alla scomparsa dei loro paesi dalla mappa. Mentre nell’Europa nord-occidentale si teme ancora per l’afflusso di stranieri, Italia, Spagna, Ungheria, Polonia e Romania sono molto più preoccupate per la partenza dei propri cittadini.

La terza condusione è forse la più importante. È improbabile che l’immigrazione spinga gli europei ad andare alle urne. Soprattutto per il crollo del numero di arrivi, che non fa più temere una sicura invasione. Ma fino a quando? E’ ben vero che i nostri schermi televisivi ora si preoccupano più del caos della Brexit che dal superamento dei confini da parte dei profughi.

È anche un riflesso del fatto che i partiti tradizionali ora stanno tutti sostenendo controlli di frontiera più forti – e solo qualche partito nazionale, come il Pd in Italia, difende le frontiere aperte, con l’appoggio del Vaticano. A tutti gli altri Paesi infatti sta bene che i migranti arrivino soprattutto in Italia e in Grecia, e di lì non si muovano. Di questo dobbiamo ringraziare la politica sciagurata di Renzi e C., avallata dal connubio fra cattolicesimo e comunismo, che da anni caratterizza la situazione italiana.

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