Vitalizi: il Senato approva la delibera sui tagli. Ma ci sarà una valanga di ricorsi. Dubbi di costituzionalità

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La festa del M5S ha dato l’annuncio: il consiglio di presidenza del Senato ha approvato la delibera sul taglio dei vitalizi con 10 voti favorevoli, un astenuto. Il taglio arriva dopo quello già deciso alla Camera. Sono usciti al momento del voto i senatori di Pd e Fi. «La riduzione di sprechi e costi della politica è anch’essa una misura di equità sociale, un segno di attenzione che la buona politica deve offrire per poter parlare con credibilità ai cittadini!». Così il premier Giuseppe Conte in un tweet seguito dall’hashtag #ByeByeVitalizi. «Sui vitalizi noi siamo favorevoli, come abbiamo sempre detto; siamo usciti dall’aula per evitare ricorsi, che saranno tantissimi. Temo che sia incostituzionale. E’ giusto farlo ma bisogna farlo bene», ha detto il segretario del Pd Maurizio Martina a Otto e mezzo, su La7. I 5 Stelle hanno festeggiato dentro e fuori da Palazzo Madama, ma ora si annunciano valanghe di ricorsi per incostituzionalità.

Nella manovra di bilancio ci sarà una norma che impone alle Regioni di tagliare i vitalizi, così come accade per Camera e Senato. Lo ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, spiegando che in assenza di questi tagli si bloccheranno i trasferimenti per pagarli. «Dopo Camera e Senato – ha detto – tocca alle Regioni. Non deve restare nemmeno un vitalizio in Italia». Domanda: si può fare? Ha capito bene Di Maio? Oppure si tratta di un altro annuncio che resterà senza seguito come quelli di questi giorni sulle pensioni d’oro, arrivati a terrorizzare pensionati anche al di sotto dei 3mila euro al mese?

 

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