Bekaert: firmato l’accordo al Ministero, ecco i contenuti. Adesso il giudizio dei lavoratori

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È stato firmato qualche minuto prima della mezzanotte del 2 ottobre l’Accordo tra le parti che completa la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla Bekaert Figline Spa con la lettera che il 22 giugno scorso aveva inviato a tutti i 318 lavoratori occupati nel suo stabilimento nel Valdarno.

L’intesa prevede che sarà possibile concedere a tutti i lavoratori la Cassa integrazione guadagni straordinaria e dare avvio alla fase di reindustrializzazione del sito produttivo di Figline Incisa Valdarno. Sono 5 i punti qualificanti dell’accordo, che prevede la continuazione dell’attività produttiva e quindi il pagamento dello stipendio ai dipendenti fino al 31 dicembre prossimo, e l’attivazione della Cigs a partire dal 1 gennaio e fino al 31 dicembre 2019. Si tratta del Piano di mitigazione sociale, del sostegno alla reindustrializzazione, della riqualificazione dei lavoratori, del loro ricollocamento attivo e del monitoraggio trimestrale del Piano. Lavoratori, organizzazioni sindacali e istituzioni hanno quindi circa 15 mesi di tempo per dare un futuro di occupazione ai 318 lavoratori della Bekaert.

Per loro l’Accordo siglato questa notte quanto a mitigazione sociale prevede, oltre alla casa integrazione straordinaria per 12 mesi, che l’azienda mantenga a Figline da qui a fine anno un’attività produttiva. Ogni giorno verranno quindi lavorate le quantità di prodotto definte dall’accordo. Per il sostegno alla reindustrializzazione, Bekaert si impegna, tramite il proprio Advisor, a promuovere progetti presentati da terzi che non siano suoi concorrenti, ad eccezione del settore Hose Wire. Dovranno presentare piani industriali solidi. Fattori prioritari di valutazione della loro accettabilità saranno il mantenimento dei livelli occupazionali, la leadership del proponente nel settore di appartenenza e tempistiche accettabili. Per favorire questo processo, Bekaert si impegna a praticare una sconto sul prezzo di vendita del sito direttamente proporzionale alla forza lavoro riassorbita, nella misura di 40.000 euro per ogni lavoratore reimpiegato.

Il Governo si impegna a coinvolgere Invitalia la sua Agenzia per gli investimenti produttivi, per sostenere i progetti degli investitori, in sinergia con la Regione Toscana e con le altre istituzioni. Insieme renderanno disponibili tutti gli strumenti e gli incentivi possibili secondo la legge. In ordine alla riqualificazione del personale sarà la Regione a fare la parte principale, attraverso le sue politiche attive per il lavoro, volte a permettere agli ex dipendenti Bekaert di acquisire le competenze richieste dai nuovi investitori. Per il loro ricollocamento attivo verrà realizzato un programma di continuità occupazionale che prevede un incentivo di 10.000 euro per i nuovi imprenditori di aziende di Figline e aree limitrofe per ogni dipendente nuovamente assunto tra i 318 licenziati.

La Bekaert relazionerà trimestralmente a Governo, Regione e organizzazioni sindacali sullo stato di attuazione del Piano di riassunzione e reindustrializzazione.

Nell’intesa firmata a latere, sottoscritta soltanto dalle organizzazioni sindacali e dall’azienda, si definiscono le condizioni per la concessione degli incentivi all’esodo. Si va dalla corresponsione di 6 mensilità per chi ha un’anzianità inferiore ai 15 anni fino ad arrivare alle 24 che spetteranno a coloro che vantano una presenza in azienda superiore ai 25 anni. Tremila euro di incentivo sono previsti per coloro che durante la cassa integrazione matureranno il diritto alla pensione.

Soddisfatti i sindacati, che adesso affermano di rivolgere tutta l’attenzione alla reindustrializzazione del sito. Alle 18 di questa sera iniziano le assemblee in fabbrica, che dovranno preparare anche la consultazione referendaria tra i lavoratori sull’intesa.

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