Governo scricchiola: sfida Salvini-Di Maio. Il grillino pensa solo al reddito di cittadinanza (dal costo impossibile)

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Il governo scricchiola: la resa dei conti è vicina sotto forma di una sfida Salvini-Di Maio sulle priorità della manovra. Il grillino insiste: vuole fondi per la sua costosa e impossibile promessa elettorale, ossia il reddito di cittadinanza. Il leghista non ci sta. E sono scintille che rischiano di mandare in fumo le prospettive di un Paese ormai ultimo in Europa e sull’orlo del collasso. Salvini, dopo il vertice del Carroccio sull’economia, ha detto: «Abbiamo discusso su numeri, conti e tempi per realizzare nell’arco della legislatura le nostre proposte per famiglie e imprese: smantellamento della legge Fornero, flat-tax, pace fiscale e chiusura delle liti con Equitalia, meno burocrazia per aziende e partite IVA, eliminazione delle accise più vecchie sulla benzina, interventi a favore dei Comuni, grande piano nazionale di manutenzione ordinaria e straordinaria».

Ma a stretto giro è arrivata la risposta gelida di Di Maio: «Io penso che questa debba essere una legge di bilancio coraggiosa – afferma -. Ho visto dai tg che si dice che poi se c’è spazio vediamo per il reddito di cittadinanza se ci sono soldi. Ho visto questa narrazione per cui prima si pensa a tutte le altre misure. 5 milioni di poveri, 8 milioni in povertà relativa, tanti giovani che cercano lavoro, tanti che ce l’hanno ma non arrivano a fine mese sono la priorità della legge di bilancio».

In serata, Salvini, rispondendo a una domanda sull’eventuale sforamento del 3% ha detto: «Vedremo di rispettare tutte le regole tutti i vincoli e tutti gli impegni presi: si può fare far crescere questo paese e far star meglio gli italiani senza irritare coloro che ci osservano dall’alto. Vedremo di essere bravi e convincenti». Di Maio la vede in modo diverso. Questo governo non aveva prospettive fin dall’inizio, ma ora sembra arrivata la resa dei conti. Un accordo? Difficile. A meno che la voglia di potere non faccia da collante. Il problema è se un’Italia così malmessa riuscirà a superare tanti scossoni.

Sandro Bennucci

 

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