Cortei pro Palestina: cariche della polizia contro studenti a Pisa e Firenze. Ferita una ragazza. Interrogazioni urgenti a Piantedosi

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Cariche della polizia, stamani, 23 febbraio 2024, a Pisa e a Firenze, durante i cortei degli studenti per la Palestina. Infuria la polemica politica. Alcuni parlamentari hanno annunciato interrogazioni urgenti al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

PISA – A Pisa una carica della polizia ha impedito ad un gruppo di manifestanti, che intonavano cori e sventolavano bandiere della Palestina, di raggiungere Piazza dei Cavalieri.

Gli scontri sono avvenuti durante un corteo studentesco: la polizia, schierata a protezione di uno degli accessi della centrale piazza di Pisa, hanno fermato con scudi e manganelli un gruppo di giovani e giovanissimi che cercava di entrare nella piazza al grido di “Palestina Libera”.

FIRENZE – Momenti di tensione anche a Firenze nel corso della manifestazione indetta dai sindacati di base per la Palestina. Il corteo, partito da piazza Santissima Annunziata e formato oltre che da rappresentanti dei sindacati di base anche da studenti e appartenenti alla comunità palestinese, ha sfilato per le vie del centro storico arrivando fino ai lungarni in prossimita’ del consolato Usa.

Qui era stato predisposto uno sbarramento dalle forze dell’ordine. I manifestanti hanno cercato di avanzare e la polizia li ha respinti con cariche di alleggerimento. Una ragazza sarebbe rimasta ferita. Alla fine il corteo ha raggiunto piazza Ognissanti dove si sono tenuti gli interventi finali.

AGGIORNAMENTO DELLE 16,22

REAZIONI SINISTRA – Varie le reazioni per le cariche della polizia contro i manifestanti pro Palestina, in particolare per quanto accaduto a Pisa ma pure per i fatti di Firenze. “Inorriditi di fronte alla violenta repressione delle manifestazioni studentesche pro Palestina. Il Governo chiarisca e accerti se vi sono responsabilità”, le parole del capogruppo Pd in Consiglio Regionale Vincenzo Ceccarelli riferedosi a quanto accaduto a Pisa.

L’assessora regionale all’istruzione della Toscana Alessandra Nardini, sempre con riferimento ai fatti di Pisa, chiede che “i vertici delle forze dell’ordine rispondano urgentemente di quanto accaduto e, ammesso che esistano, rendano note le ragioni per cui la situazione è degenerata a tal punto, individuando responsabilità e colpe”.

“Quello che è successo oggi a Pisa è gravissimo e inaccettabile e va contro i principi della nostra Costituzione. Chiediamo al sindaco Conti di condannare tutto ciò e allo stesso tempo che si faccia luce su quanto accaduto” il commento di Oreste Sabatino, segretario provinciale Pd Pisa. “Le immagini di violenza che arrivano in questi minuti da piazza dei Cavalieri lasciano sbigottiti e senza parole”, affermano i gruppi consiliari Pd, La città delle persone, Sinistra unita di Pisa.

“Chi ha la responsabilità della condotta delle forze dell’ordine – ha scritto su Fb il consigliere comunale del Pd a Pisa, Andrea Ferrante – deve rispondere di fronte alla città e alla comunità” per quanto accaduto a Pisa. Per i segretari provinciale e cittadino di Pisa di Sinistra Italiana, Anna Piu e Andrea Aretini, la reazione della polizia è “di una gravità inaudita” che parlano di un “brutto clima di repressione che emerge con sempre più forza a Pisa e in tutto il Paese”.

“Preoccupanti le immagini che arrivano dalla Toscana. La politica che alimenta repressione fa male al Paese”, affermano Dmitrij Palagi e Antonella Bundu, consiglieri comunali a Firenze di Sinistra Progetto Comune. Condanna anche da Potere al Popolo che “sta dalla parte degli studenti, della democrazia e della libertà di manifestare e condanna questa vergogna. Domani tutti a Milano per la manifestazione nazionale”. Per la Flc Cgil Toscana e per quella di Livorno “si tratta dell’ennesima dimostrazione di una strategia anticostituzionale da parte di questo governo che non tollera il dissenso e lo reprime con la violenza”.

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SINDACATO DI POLIZIA –  “Sono diversi gli esponenti politici e istituzionali che dopo le manifestazioni di Firenze e Pisa, dove sono state violate le prescrizioni e il personale di servizio e’ dovuto intervenire, stanno aggredendo verbalmente e delegittimando l’operato delle forze dell’ordine. Si tratta di comportamenti assolutamente irresponsabili che rischiano solo di provocare il caos”. A sostenerlo e’ Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, a seguito dei momenti di tensione registrati oggi durante alcune manifestazioni a Pisa e Firenze.

“Le forze dell’ordine non hanno colore politico e non devono essere strumentalizzate – continua Paoloni -, si sia consapevoli che diversamente si mette a rischio la sicurezza del Paese e anche quella di manifestare. Aggredire verbalmente le forze dell’ordine significa legittimare i violenti. La polemica politica si faccia in altri luoghi e in altri contesti. In questo modo si mette a rischio la vita e la sicurezza degli operatori su strada”.

“Se si vuole sostenere – conclude il sibndacato – che nelle manifestazioni di piazza sia possibile fare tutto cio’ che si vuole sull’altare della libertà di espressione allora non serve il servizio d’ordine, noi stiamo bene anche a casa, ci vadano questi ‘soloni’ a tutelare l’ordine pubblico”.

UNIVERSITA’ SANT’ANNA E NORMALE – “Siamo profondamente turbati da quanto avvenuto oggi a Pisa e Firenze ed esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle studentesse e agli studenti. Come cittadini, genitori, rettori di università, riteniamo che l’uso della violenza sia inammissibile di fronte alla pacifica manifestazione delle idee”. Lo affermano Luigi Ambrosio, direttore della Scuola Normale Superiore e Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna.

“Auspichiamo -aggiungono- che si possa fare presto chiarezza sulla dinamica dei fatti e chiediamo le motivazioni che hanno spinto le forze dell’ordine ad agire con tale durezza contro studentesse e studenti, anche minorenni, alcuni dei quali hanno riportato contusioni. Fatti come questi non possono e non devono ripetersi. E’ particolarmente grave che alcuni di questi episodi abbiano avuto come sfondo la piazza dei Cavalieri di Pisa, luogo simbolo del libero pensiero e della libera ricerca. La Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna, istituzioni fondate sui valori della democrazia, del dialogo, e della libertà, chiedono che si mettano subito in atto tutte le misure necessarie a tutelare la libertà di espressione e a favorire il ritorno alla calma”.

LEGA – Elena Meini e Giovanni Galli, consiglieri regionali della Lega in Toscana, in una nota scrivono: “Premettiamo, che è doveroso fare piena chiarezza su quanto accaduto a Firenze e Pisa durante due manifestazioni studentesche, ma non accettiamo la classica levata di scudi della sinistra, Pd in testa ed i soliti correlati processi sommari ai nostri poliziotti. Da vari esponenti dei Dem, ad ogni livello, è partito, infatti, un fuoco di fila di dichiarazioni che criticano apertamente il comportamento degli agenti, chiamati a far sì che i cortei, nelle due città, non oltrepassassero determinate zone. Chiediamo, dunque, di evitare ogni palese tipo di mera strumentalizzazione politica”.

STUDENTI – Il collettivo di studenti medi K1, che oggi ha manifestato a Firenze, ha diffuso questa nota: “Da più di dieci scuole studenti e studentesse oggi hanno deciso di fare sciopero e dare solidarietà al popolo palestinese. In tanti e in tante abbiamo deciso di non entrare a scuola e mandare un segnale chiaro alle scuole che stanno rimanendo in silenzio davanti a questo genocidio. Insieme ai lavoratori e le lavoratrici di Prato e Firenze abbiamo creato una manifestazione pacifica e determinata a lasciare un segno. Abbiamo voluto manifestare il nostro dissenso e la nostra solidarietà alla Palestina anche davanti al consolato americano. Lì la polizia ha deciso di manganellare gli studenti e le studentesse mandando una ragazza all’ospedale e causando vari feriti in maniera lieve. Ci chiediamo com’è possibile che lo Stato risponda con i manganelli al nostro dissenso? Com’è possibile che dalle istituzioni ci sia solo silenzio quando si parla di Palestina?”.

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E ancora: “Quando gli studenti e le studentesse decidono di esprimere dissenso a scuola la risposta è solo censura costante – sottolinea in una nota il collettivo -. Al Machiavelli – Capponi, nei giorni prima di questa manifestazione, abbiamo attaccato foto di Gaza che mostravano la distruzione e la morte di quei luoghi, preside e vicepreside hanno dato l’ordine di staccare e buttare tutto, questo teatrino è durato per una settimana in cui si riattaccavano le foto e la scuola le staccava. Stamattina il vicepreside ci urlava di entrare dentro scuola anche se volevamo rimanere fuori per manifestare, inoltre sono stati messi 4 e note disciplinari a persone che hanno deciso di fare sciopero. Non sono accettabili queste forme di intimidazione e di messa a tacere da parte di chi ha un’autorità a scuola”.

GIANI – Esprime preoccupazione anche il presidente della Regione Eugenio Giani: ““Le immagini di violenza che abbiamo visto oggi lasciano addosso sentimenti di profonda preoccupazione. La Toscana è terra di democrazia, di dialogo, di confronto. Mi auguro che si faccia chiarezza al più presto su quello che è avvenuto in una piazza pacifica dove c’erano degli studenti inermi che esprimevano la loro opinione”.
“Le idee si possono condividere o meno, ma la libertà di espressione del pensiero va sempre rispettata, perché è parte del nucleo fondante della nostra Costituzione, che la riconosce, la garantisce e costituisce un architrave degli ordinamenti democratici”, ha proseguito Giani, che per l’occasione richiama una riflessione di Piero Calamandrei: “Senza legalità libertà non può esserci… perché solo la legalità assicura, nel modo meno imperfetto possibile, quella certezza del diritto senza la quale praticamente non può sussistere libertà politica”.

 

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