Studentesse Erasmus morte Catalogna, padre sollecita Mattarella: “Autorità italiane assenti”

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“Quanto sta accadendo è inaccettabile, assurdo e irrazionale, dimostrando superficialità nella ricerca della verità ed evitando di affrontare gli argomenti che hanno provocato tale tragedia”. Lo scrive Gabriele Maestrini, padre di una delle sette studentesse italiane morte nell’incidente dell’autobus su cui viaggiavano in Catalogna durante un progetto Erasmus nel 2016, in una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo “solamente che lo Stato Italiano assuma una posizione ufficiale e che sia aperta un’indagine parallela per approfondire le cause e concause materiali o morali avvenute alle ragazze”.

Non e’ la prima volta che il padre di Elena Maestrini scrive al Capo dello Stato. “Purtroppo le nostre ulteriori preoccupazioni si sono avverate – sottolinea nella lettera -, non e’ bastato che tentassero per tre volte di archiviare questa tragedia motivando il tutto con la dicitura di un semplice incidente, avvalendosi della sola testimonianza falsa dell’autista e non considerando attentamente la relazione della polizia spagnola e le testimonianze degli studenti che si sono salvati”.

Maestrini ricorda che “soltanto a settembre del 2020 siamo riusciti con la sola forza delle famiglie a far rinviare a giudizio l’autista. Da tale data sono trascorsi ulteriori due anni solamente per sentirsi dire che il processo inizierà non prima di ottobre 2023”. E “in questo lungo calvario di dolore, noi famiglie ci siamo rivolte in tutti i modi legittimi alle nostre istituzioni politiche di maggioranza e di opposizione, alle Regioni, alle Università e molti altri ancora. Chiedendo solamente di dimostrare attenzione e vicinanza con atti concreti e non solamente con parole di convenienza”.

E invece, conclude, “proposte di inchieste parlamentari, interrogazioni al ministro degli Esteri non hanno portato a nessun interessamento ufficiale, nessun interessamento anche da parte della procura della Repubblica in considerazione che queste ragazze stavano partecipando ad un progetto europeo”.

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