Imprenditori e lavoratori del terziario della Toscana insieme per una grande mobilitazione

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(AGIPRESS) – FIRENZE – Una grande mobilitazione, organizzata da Confcommercio Toscana e Confesercenti Toscana, che coinvolgerà gli imprenditori del terziario di tutta la Toscana per reclamare una diversa gestione dell’emergenza, alternativa alle chiusure imposte dalle normative antiCovid. Si svolgerà lunedì 1 marzo 2021 in tutti i capoluoghi di provincia toscani, titolari di azienda, liberi professionisti, dipendenti e collaboratori ma anche semplici cittadini si daranno appuntamento nelle piazze o strade principali per mettere in scena una lunga, immobile e silenziosa “catena umana”. In piedi, uno accanto all’altro (ma a distanza di sicurezza), indossando alcuni cartelli esplicativi, testimonieranno come e quanto le loro attività siano interconnesse, tanto che la chiusura imposta ad alcune si riflette in una consistente flessione del lavoro per tutti.

“Le nostre associazioni rappresentano oltre settantamila imprese del terziario toscano e in questi giorni stiamo raccogliendo la sollecitazione di tutti i nostri iscritti: dai titolari di palestre, cinema, locali da ballo e altri luoghi di intrattenimento, in difficoltà ormai da un anno, agli imprenditori del turismo, che hanno visto crollare i loro fatturati fino al 90%. Ma ci saranno anche gli ambulanti, i commercianti di vari settori, dagli articoli sportivi alla moda, poi le rappresentanze di bar e ristoranti, aperti e chiusi a singhiozzo ormai da mesi, con i loro dipendenti, i loro fornitori e tutti i professionisti e lavoratori che a vario titolo gravitano intorno al mondo del terziario, come grafici, commercialisti, comunicatori, grossisti, trasportatori e così via”, dicono i direttori regionali di Confcommercio Franco Marinoni e di Confesercenti Massimo Biagioni.

“È passato un anno dall’inizio della pandemia, evidenzia Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana, e in questo anno abbiamo perso oltre 100 mld di consumi, 200 mila lavoratori autonomi tra imprenditori, collaboratori e liberi professionisti e le strade per combattere il virus sono ancora chiudere le attività (oltre 100 giorni i negozi e 160 bar e ristoranti), restrizioni ed una corsa ad ostacoli per i vaccini. Chiusure, regole cambiate all’ultimo e indennizzi a singhiozzo, stanno distruggendo l’economia “buona” di questa Regione ed è per questo che con questa iniziativa vogliamo chiedere, tutti insieme, un cambio di passo: Le imprese vogliono lavorare, non vivere di sussidi e sono pronte ad assumersi la responsabilità di farlo in piena sicurezza”. “Vogliamo portare alla luce i volti e le storie di chi finora ha solo subìto le norme restrittive imposte a suon di Dpcm, senza però che questo sacrificio si sia tradotto in un arresto deciso della pandemia– sottolinea la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini – la salute sta a cuore a tutti noi ma siamo convinti che si possa, e si debba, imparare a conciliare la sicurezza antiCovid 19 con il lavoro. Le nostre imprese trattengono il fiato da un anno, non possono reggere altri lockdown. Oltre tutto, nel mondo scientifico qualcuno da tempo avanza l’ipotesi che di pandemie come questa in futuro ne vedremo altre. Sarà forse il caso di progettare un piano b”.

Presenti in conferenza stampa anche i presidenti di Confcommercio Firenze Aldo Cursano e di Confesercenti Firenze Claudio Bianchi, pronti nel capoluogo a fare da capofila alla mobilitazione che sarà declinata in tutte le principali città toscane. “A Firenze ci ritroveremo tutti lunedì 1° marzo alle ore 11 in via Verdi, di fronte al ristorante dell’imprenditore che nell’agosto scorso, schiacciato dal peso della situazione pandemica, ha compiuto l’estremo gesto – anticipano i due presidenti Aldo Cursano e Claudio Bianchi – e da lì si snoderà la catena umana di coloro che intendono condividere il nostro grido di dolore! Sarà una manifestazione estremamente ordinata, pacifica e silenziosa, come nel nostro stile, e rispettosa delle misure di sicurezza”. A conclusione della manifestazione, una delegazione delle due associazioni di categoria consegnerà un documento unitario al Prefetto di Firenze. AGIPRESS

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