Cubo nero a Firenze: 10 indagati per abuso edilizio. Anche dipendenti comunali. La nota di Palazzo Vecchio

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Sono almeno 10 le persone indagate dalla Procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta avviata nell’agosto 2025 sul cosiddetto ‘CUBO NERO’, il nuovo edificio in area Unesco realizzato a seguito della ristrutturazione dell’ex Teatro Comunale, struttura che aveva suscitato forti polemiche per il suo impatto sullo skyline fiorentino.

I reati contestati a vario titolo sono abuso edilizio, falso ideologico, violazione alle norme urbanistiche sul paesaggio. Stamattina su “La Nazione” era stata anticipata la notizia parlando di almeno due persone a cui erano stati notificati avvisi di garanzia, anche se l’inchiesta era destinata ad allargarsi. Tra gli indagati, secondo quanto emerge, risultano anche dirigenti e tecnici della direzione urbanistica del Comune di Firenze. Gli avvisi a comparire chiedono di contattare la procura per essere sentiti dagli inquirenti, con l’assistenza di un difensore, in merito all’inchiesta. Nel corso delle indagini atti e documenti sono stati acquisiti, già in estate, alla Direzione urbanistica del Comune e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Di interesse, come emerse subito all’inizio dell’indagine, i pareri dati sul progetto di riconversione urbanistica per l’area dell’ex Teatro Comunale, che fu dismesso e demolito per far posto a un’operazione immobiliare con la costruzione di appartamenti di lusso e residenze per soggiorni temporanei per turisti ad alta capacità di spesa. Fra i pareri acquisiti agli atti risulta quello dato, a suo tempo, dalla Commissione paesaggistica di Firenze

“L’amministrazione comunale – riporta una nota di Palazzo Vecchio – fa sapere che c’è piena fiducia nella magistratura, nella convinzione che il lavoro degli inquirenti accerterà i fatti con rigore e ricostruirà in modo inequivocabile la vicenda. Confida, inoltre, che gli uffici possano chiarire, auspicabilmente in tempi rapidi, la propria posizione confermando piena fiducia nel loro operato”.

Ernesto Giusti

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