Treni, taglio Frecciabianca: la protesta dei sindaci della provincia di Livorno

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E’ una protesta corale. Con una lettera a Trenitalia firmata dai sindaci della provincia di Livorno, Cecina e della Bassa Val di Cecina contro per la cancellazione delle fermate Frecciabianca. C’è anche la presa di posizione contro l’aumento del pedaggio alla barriera autostradale di Rosignano e Vada.

I sindaci, si legge in una nota del comune di Cecina, scrivono a Trenitalia per chiedere un tavolo di concertazione per il ripristino delle fermate e la valutazione sui servizi ferroviari erogati. “Da una parte – spiegano i sindaci – le scelte di Trenitalia e il Frecciabianca Roma-Torino che non ferma più a Cecina, tagliando fuori l’area dal sistema dell’alta velocità ferroviaria. Dall’altra l’ulteriore aumento del pedaggio autostradale alla barriera di Vada, il secondo da febbraio, che porta il costo del tratto tra Collesalvetti e San Pietro in Palazzi a 7,10 euro e a 90 centesimi per il ‘solo’ passaggio della barriera”.

I sindaci della Bassa Val di Cecina hanno in questi giorni scritto nuovamente a Trenitalia e alla Regione Toscana, chiamando in causa anche i parlamentari del territorio, per chiedere “urgentemente l’istituzione di un tavolo di concertazione per il ripristino delle fermate soppresse ma anche per condividere e valutare i servizi ferroviari erogati a favore del territorio, baricentrico rispetto ai comuni collinari e a quelli costieri, dato atto la vocazione turistica dei territori”.

A firmare la richiesta i sindaci di Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, Rosignano Marittimo, Castellina Marittima, Riparbella, Montescudaio, Guardistallo, Casale Marittimo, Santa Luce. “La Costa degli Etruschi – sottolinea la sindaco di Cecina Lia Burgalassi – è il secondo ambito turistico per presenze della Toscana, secondo solo all’area fiorentina. Un territorio che merita investimenti nelle infrastrutture, che ha bisogno di essere collegato e non isolato.

Il tratto autostradale per raggiungere questa costa è diventato tra i più costosi del Paese e resta quell’assurdo balzello alla barriera autostradale: già è incomprensibile pagare per appena 4 chilometri che non hanno niente di diverso dal resto della Variante Aurelia se non il colore dei cartelli, ma si va anche ad aumentarlo ulteriormente. A questi aumenti, due nel corso di pochi mesi, non segue alcun investimento né miglioramento della viabilità e la Variante superstrada continua ad avere estrema necessità di manutenzione e di messa in sicurezza. Tutto questo è inaccettabile”.

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