PMI E INNOVAZIONE – Solo 1 azienda su 3 tende a definire le strategie in modo digitale

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AGIPRESS – Un’azienda su 3 non conosce il termine business model, ovvero ciò che descrive, a caratteri generali, come l’azienda crea e cattura valore. Anche quando è conosciuto lo è principalmente a livelli dirigenziali/gestionali. E’ quanto emerge da un’indagine svolta nel periodo luglio 2018–ottobre 2019 da un gruppo di ricerca interdipartimentale dei tre Atenei toscani che ha riguardato anche il settore tessile-abbigliamento. La ricerca ha avuto come obiettivo quello di capire il livello di applicazione delle tecnologie digitali Industria 4.0 nei processi di produzione delle piccole e medie imprese (PMI) del sistema manifatturiero toscano. “Prevale ancora un sistema di direzione ‘intuitiva’: il modello di gestione – spiega una nota – non ha obiettivi sempre ben definiti oppure non ben formalizzati e comunicati solo oralmente, finendo per condizionare le strategie di sviluppo che nel 42% dei casi sono definite solo verbalmente; prevale un approccio più ‘reattivo’ e una logica di governo maggiormente operativa, piuttosto che una strategia di più lungo respiro e ben codificata. Solo 1 azienda su 3 tende a definire le strategie in modo digitale. Da un punto di vista organizzativo, la quasi totalità delle imprese ha un sistema decisionale di tipo centralizzato, tipico delle PMI, spes so a conduzione familiare. Il lavoro in team riguarda il 44% delle aziende, nel 7% dei casi è individuale e nel restante è misto. Oltre 2 aziende su 3 producono per lotti. Il settore sostanzialmente si divide tra aziende che producono alti volumi con alta varietà (45%) e aziende che producono bassi volumi con alta varietà (42%). La mappatura dei processi aziendali, che in uno scenario di crescente digitalizzazione è cruciale, non solo per la funzione di produzione ma per tutta l’impresa, viene svolta in digitale solo da 4 imprese su 10. Lo stesso vale anche per un’altra attività chiave, la ricerca e sviluppo (R&S), effettuata solo dal 40% delle aziende. Il motivo? Le imprese la ritengono non necessaria in quanto eseguita da soggetti a monte della catena di distribuzione. L’innovazione aperta è un nuovo approccio strategico e culturale in base al quale le imprese, per creare più valore e competere meglio sul mercato, scelgono di ricorrere non più e non soltanto a idee e risorse interne, ma anche a idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti. Nel settore solo 3 imprese su 10 adottano R&S in questa ottica, il restante non lo reputa rilevante. La maggior parte, il 69%, non ha un archivio storico delle attività di marketing svolte: tra le motivazioni, è un’attività non presente e di bassa rilevanza per il mercato di riferimento.

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