Italia trova in Bosnia (0-3) la decima vittoria. Debutta Castrovilli: Zenica porta bene ai talenti viola

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Nemmeno Pjanic e Dzeko sono riusciti a fermare quest’Italia travolgente, già ampiamente qualificata come prima del girone per le finali di Euro 2020 e arrivata alla decima vittoria consecutiva, permettendo a Mancini di superare il record di successi di Vittorio Pocco (che però, alla nona, tronfò nel Mondiale del ’38). Questi tre punti serviranno per il ranking, quindi a stabilire il record di successi (10, con 28 gol segnati: media, tre e spiccioli a partita. I gol di Acerbi e Insigne nel primo tempo hanno sianao la strada. Belotti ha fatto centro nella ripresa. Lunedì 18 novembre, a Palermo contro l’Armenia, si punterà all’undicesima vittoria consecutiva. Ma a a questo unto m’interessa anche la parentesi della Fiorentina: ha giocato per la prima volta in azzurro, diventando il dbuttante numero 22 di Manncini, e coronando il suo magnifico autunno 2019, Gaetano Castrovilli: ha sostituito Insigne al 41′ del secondo tempo. Considerati i due di recupero, ha giocato sei minuti. Sì, Zenica porta bene ai talenti viola che devono debuttare: 47 anni fa (autunno 1972) proprio qui si crearono le condizioni (infortunio di De Sisti in un Celik Zenica-Fiorentina di Mitropa Cup) per l’esordio, la domenica successiva, di Giancarlo Antognoni in campionato, a Verona. Stasera è toccato al suo emulo, Castrovilli, scendere in campo, per la prima volta, con la maglia azzurra.

CHIESA – Serata molto buona, insomma, tranne qualche batticuore iniziale, subito fatto sparire da Donnarumma. La Bosnia si è rivelao avversario meno temibile del previsto, non certo insuperabile, nonostante le importanti assenze azzurre (Verratti, Sensi, Chiellini). Mancini aveva recuperato Emerson e aveva adattato Florenzi nella linea difensiva, in mediana si era affidato a Tonali e non a Zaniolo, aveva preferito Belotti a Immobile e Bernardeschi a Chiesa. Ecco, Federico è rimasto in panchina. Mancini ha preferito non buttarlo in mischia, forse anche per evitargli eventuali risentimenti. Ma soprattutto ha pensato che Bernardeschi potesse dare più sinta. E in effetti, proprio lui ha provocato i primi problemi alla difesa bosniaca. Poi, quando ha fatto uscire Bernanderschi, ha pensato a El Shaarawy, probabilmente perchè fatto arrivare dalla Cina. Chiesa potrà scendere in campo lunedì a Palermo, forse dall’inizio. Al 21′ è arrivato il gol di Acerbi dopo un’azione di Florenzi che dall’out di sinistra ha dato a Barella: servizio per il difensore, pronto a sparare forte e basso alla sinistra di Sehic. Dopo il gol, gli azzurri sono calati, ma al 37′ Belotti da destra ha dato a Insigne che ha controllato e insaccato basso alla destra del portiere111 bosniaco. Poi e’ stato Donnarumma a fare il fenomeno, salvando alcune situazioni difficili e deviando un pericoloso tiro di Chimirot. In chiusura di primo tempo, Belotti, di sinistro, ha costretto Sehic a una grande deviazione. Vantaggio meritato.

BELOTTI – All’8′ della ripresa, Belotti lanciato da Barella. Un bel gol, di destro: tiro implacabile. Prosinecki ha fatto dei cambi, per
cercare di far meglio nel finale. Ma è cambiato poco. Anzi, l’Italia avrebbe potuto segnare ancora. Si è fatto male Pjanic. E’ entrato l’udinese Jajalo. E poi Castrovilli, 21.mo debuttante della gestione Mancini, al posto di Insigne. Quindi anche Gollini, debuttante n. 22, in vece di Gigio Donnarumma. C’era curiosità per la prestazione di Belotti in attacco (bene: suo l’assist per il gol di Insigne e la terza rete azzurra); per quella di Bernardeschi (benissimo: attivo in profondità ); per Tonali, che si è calato bene nella parte di centrocampista concreto ed efficace; per il rientrante Emerson (efficace nelle due fasi); e per il veterano Florenzi, molto presente in avanti. Lo stadio di Zenica era stato un fortilizio inespugnabile per la nazionale bosniaca, come lo era stato nel 1972, appena inaugurato, per il Celik che mise sotto la Fiorentina in Mitropa Cup (grazie a un arbitraggio che ricordo ancora più che scandaloso): ora è caduto.

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PJANIC – Erano particolarmente attesi i tre italiani: il romanista Dzeko (generoso, ma poco pericoloso) lo juventino Pjanic (organizzatore del gioco bosniaco), il milanista Krunic (non in molta evidenza). Adesso a Palermo, contro l’Armenia, si chiuderà il ciclo di partite di qualificazione per la Nazionale azzurra. Finora e’ andata benissimo: Mancini può esser contento. L’Italia è cresciuta ed è vicina a diventare molto solida.

Sandro Bennucci

Tabellino

BOSNIA (4-3-3): Sehic; Kvrzic, Kovacevic, Bicakcic, Kolasinac; Besic (16° st Saric), Pjanic (32° st Jajalo), Cimirot; Visca (16°
st Hodzic), Dzeko, Krunic. Allenatore: Prosinecki

ITALIA (4-3-3): Donnarunma (43° st Gollini); Florenzi, Bonucci, Acerbi, Emerson; Barella, Jorginho, Tonali; Bernardeschi (30° st El Shaarawy), Belotti, Insigne (41° st Castrovilli). Allenatore: Mancini

ARBITRO: Scharer (Svizzera)

MARCATORI: 21° pt Acerbi, 37° pt Insigne, 8° st Belotti

NOTE: Serata fredda, terreno in buone condizioni.

Spettatori: 15.000 circa.

Ammoniti: Bernardeschi, Bonucci, Kovacevic

Angoli: 7-5

Recupero: 1′; 2′.