Conte a Porta a Porta: «Se Mittal lascia, all’ex Ilva arriverà il commissario». Venerdì 8 sciopero delle acc iaierie

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Ecco la prima notizia concreta: se ci sarà il disimpegno da parte di ArcelorMittal, il primo step si registrerà con la gestione commissariale al Mise. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, nel corso del tavolo a Palazzo Chigi con gli enti locali e le parti sociali. Conte è stato anche al Quirinale per parlare con Mattarella del dossier ex Ilva. «Chi viene in Italia deve rispettare le regole, sullo scudo penale il governo è compatto. Nazionalizzare l’Ilva? Valutiamo tutte le opzioni», ha poi affermato il premier da Bruno Vespa, a Porta a Porta. L’azienda franco-indiana sapeva della scadenza della protezione legale a marzo 2019, dice alla Camera il ministro Patuanelli e chiede responsabilità, in primis dalla mia parte politica. Parla anche Di Maio: «Se una multinazionale ha firmato un impegno con lo Stato, lo Stato deve farsi rispettare, chiedendo il rispetto dei patti e facendosi risarcire i danni». Domani, venerdì 8 novembre, sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti di ArcelorMittal.

Ancora Conte a Porta a Porta: «Lo scudo penale lo abbiamo messo sul tavolo con ArcelorMittal come primo argomento di conversazione e lo introduciamo ad horas. Sullo scudo il governo è compatto. Chi viene in Italia deve rispettare le regole. Il governo non potrà mai accettare le richieste di A.Mittal».

Su Facebook, Di Maio scrive: «La prima cosa che voglio dirvi è che in questi giorni si sta consumando una battaglia per la sovranità dello Stato italiano. Se una Multinazionale ha firmato un impegno con lo Stato, lo Stato deve farsi rispettare, chiedendo il rispetto dei patti e facendosi risarcire i danni.
Qui invece come hanno reagito i leghisti alla minaccia di Arcelor Mittal? Salvini: Reintrodurre subito l’immunità. Una resa senza condizioni. Tra un po’ gli portano anche la scorzetta di limone. Senza contare che la multinazionale ha già detto che lo scudo non c’entra e che comunque loro lasceranno per strada 5mila persone. Siamo arrivati al paradosso che la multinazionale fa leva sui sovranisti per piegare la volontà dello Stato»

E intervenendo al Senato, il ministro Patuanelli ha affermato: «Non facciamoci prendere dal naso da un’azienda. Richiameremo Mittal a rispettare gli impegni presi nell’accodo firmato il primo novembre 2018. Perché Mittal non può andarsene e lasciare le cambiali da pagare all’Italia. Ringrazio il premier Conte – ha aggiunto – per essere stato presente ieri ai vertici con ArceloMittal. ArcelorMittal in nessun modo si impegna a produrre più di 4 milioni di tonnellate di acciaio l’anno e chiede 5 mila esuberi, non dà garanzie che queste siano misure di contingenza».

Sandro Bennucci

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