Migranti, corridoio balcanico: Grecia, Bulgaria e Cipro vogliono accordo europeo tipo Malta

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Mentre ancora il meccanismo escogitato (sostanzialmente ai danni nostri e di Malta) per la redistribuzione dei migranti che arrivano attraverso il Mediterraneo non si avvia, e anzi alcuni dei paesi che avevano aderito pensano di fare marcia indietro, altri Stati europei schiacciati dall’immigrazione incontrollata chiedono accordi di ripartizione analoghi con la Ue. Ma sbagliano mira chiedendo di realizzare anche per loro un accordo tipo quello, veramente nefando e controproducente per l’Italia, siglato dal nostro ministro Lamorgese.

Il ministro greco afferma candidamente: «Non siamo parte del meccanismo temporaneo previsto dall’accordo di Malta, ma quando ci sono meccanismi che promuovono una più equa condivisione del peso, in principio siamo a favore. Questo dovrebbe costituire un precedente per la regione più vulnerabile, che è quella del Mediterraneo orientale». Il ministro Georgios Koumoutsakos così risponde al termine di una dichiarazione congiunta con gli omologhi di Bulgaria Mladen Marinov, e Cipro Constantinos Petrides, in cui i tre hanno spiegato di aver allertato i partner europei che ci sono tutti i segnali di una nuova crisi migratoria.

I ministri hanno messo in guardia rispetto agli arrivi in persistente aumento sulla rotta del Mediterraneo orientale, richiesto i soldi per l’accordo con la Turchia, ed espresso preoccupazione per la situazione in Siria. In particolare, Cipro ha spiegato di aver domandato di ricollocare 5 mila migranti già ad agosto, e le discussioni su questo sono in corso. Le richieste dei tre Paesi, espresse anche in un documento messo sul tavolo oggi, secondo gli interessati hanno avuto un’accoglienza positiva.

Consiglierei ai tre ministri di drizzare le orecchie e spalancare bene gli occhi. In tema d’immigrazione la Ue segue pedissequamente i diktat di Francia e Germania, appoggiate ovviamente dai Paesi del Nord, che non hanno alcuna intenzione di ripartire i sacrifici e l’accoglienza, ma vogliono solo continuare a scaricare tutto il peso dell’accoglienza sui paesi che si affacciano sul Mediterraneo, aprendo le porte soltanto a quei migranti più qualificati che fanno comodo alla loro economia. Mentre noi ci teniamo delinquenti, squilibrati e nullafacenti.

Paolo Padoin

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