I dem temono una prossima crisi di governo, stavolta innescata dall’altro Matteo

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Le anticipazioni di dagospia, il foglio di Lorenzo D’Agostino, spesso ben informato sui fatti della politica, indicano che non sembrerebbe volgere al termine lo scontro tra Partito Democratico e Italia Viva. Dopo le dure parole di Andrea Orlando, che invitava Matteo Renzi a non lanciare ultimatum, analogamente a quanto fatto da Matteo Salvini per innescare la crisi di governo, si sarebbero moltiplicati gli appelli alla tregua tra le due forze politiche.

Tra il Nazareno e l’ex premier fiorentino ci sarebbero stati diversi scambi telefonici nelle ultime ore. Ciononostante nella sede del Pd si vocifererebbe che «Matteo Renzi sarebbe azzerato, annientato. Il suo partito, con un crisi causata dal suo atteggiamento, neanche arriverebbe al 2%».

Secondo gli uomini di Nicola Zingaretti, contattati da Dagospia, «nessuno vorrebbe fare patti pre-elettorali con lui. Renzi lo sa benissimo, ma c’è il rischio fondato che alla fine superi il limite. È come lo scorpione con la rana: preferisce affogare nel fiume per assecondare il suo istinto».

Anche nel Partito Democratico, analogamente a quanto sta avvenendo nel centrodestra, si rincorrerebbero voci di un ritorno alle urne anticipato, causato da una scossa al governo giallorosso proveniente proprio dal leader di Italia Viva. «Renzi è felice che si parli di lui. Ma non ha capito che se il governo terremota e lui fa polemiche più di Matteo Salvini, sarà sempre più respinto dagli italiani. Già oggi insieme a Silvio Berlusconi è fra i leader meno apprezzati nei sondaggi. Continuasse così… farà la fine dell’altro Matteo», hanno dichiarato i dem alla testata di Roberto D’Agostino. Sarebbe questa la conclusione auspicata dai dem, ma non siamo sicuri che andrà a finire proprio così, anzi. Anche se le giustizia ha già cominciato a intensificare le azioni nei confronti dell’entourage, anche familiare, del rottamatore.

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