Papa Francesco: migranti non vanno respinti o emarginati, ma accolti

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I migranti non vanno respinti o emarginati, ma vanno accolti riconoscendo quelli che sono i loro diritti. Papa Francesco esalta in tal senso l’esempio delle isole Mauritius, terza tappa dopo Mozambico e Madagascar del suo viaggio apostolico in Africa, ricordando la storia multiculturale e multirazziale del Paese, nel discorso rivolto
al presidente Barlen Vyapoory, al premier Pravind Kumar Jugnauth e alle altre autorità presenti nel grande salone del Palazzo Presidenziale di Port Louis capitale delle Mauritius.
«Il vostro popolo è caratterizzato non solo da un volto multiforme sul piano culturale, etnico e religioso, ma soprattutto dalla bellezza che deriva dalla vostra capacità di riconoscere, rispettare e armonizzare le differenze in funzione di un progetto comune – sottolinea il Pontefice – Così è tutta la storia del vostro popolo, che è nato con
l’arrivo di migranti venuti da diversi orizzonti e continenti portando le loro tradizioni, la loro cultura e la loro religione e che hanno imparato a poco a poco ad arricchirsi con le differenze degli altri e a trovare il modo di vivere insieme, cercando di costruire una fraternità attenta al bene comune».
Il Papa ribadisce che «è possibile raggiungere una pace stabile a partire dalla convinzione che la diversità è bella, quando accetta di entrare costantemente in un processo di riconciliazione, fino a sigillare una specie di patto culturale che faccia emergere una diversità riconciliata. Questa è la base per la costruzione di una effettiva comunione all’interno della grande famiglia umana, senza la necessità di emarginare, escludere o respingere».

Papa Francesco osserva che «il dna del popolo delle isole Mauritius conserva la memoria di quei movimenti migratori che hanno portato gli antenati su questa isola e che li hanno anche condotti ad aprirsi alle differenze per integrarle e promuoverle in vista del bene di tutti. Ecco perché – spiega – vi incoraggio, nella fedeltà alle vostre radici, ad accettare la sfida dell’accoglienza e della protezione dei migranti che oggi vengono qui per trovare lavoro e, per molti di loro, migliori condizioni di vita per le loro famiglie». Il Pontefice esorta le autorità di Port Louis riunite nel Palazzo Presidenziale ad «avere a cuore di accoglierli, come i vostri antenati hanno saputo accogliersi a vicenda, quali protagonisti e difensori di una vera cultura dell’incontro che consente ai migranti e a tutti di essere riconosciuti nella loro dignità e nei loro diritti».

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