Senato: no alla Lega per sfiducia a Conte. Ma Salvini rilancia: «Sì a taglio parlamentari»

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Il Senato ha bocciato la proposta della Lega sul voto di sfiducia il 14 agosto al governo Conte. «Io credo che il ministro Salvini abbia tolto qualsiasi valenza politica al dibattito in corso: la proposta di votare immediatamente la prossima settimana la quarta lettura della riforma per tagliare i parlamentari, è possibile esclusivamente se domani non viene votata la sfiducia al governo, mi aspetto che venga ritirata la proposta Romeo, in alternativa voteremo contro». Così il capogruppo M5S in Senato Stefano Patuanelli. L’Aula del Senato ha confermato indirettamente, bocciando le proposte di modifica al calendario presentate dal centrodestra, il timing votato in conferenza dei capigruppo ieri che prevede che Conte terrà le comunicazioni a Palazzo Madama il prossimo martedì 20 agosto alle 15.

Ma Salvini ha rilanciato, sfidando Di Maio e i 5 stelle: «Bene, la Lega è pronta a votare il taglio di 345 parlamentari, purchè subito dopo si vada immediatamente a votare. E’ quello che ha detto Di Maio: lo prendo in parola. L’articolo 4 della legge costituzionale per il taglio dei parlamentari dice che se nel frattempo vengono sciolte le Camere, quella legge entra in vigore nella legislatura successiva». Ma su questo c’è una contraddizione: l’iter del taglio dei parlamentari è lungo e deve essere gestito da un governo in carica. Allora nasce la domanda: quale governo gestirà questo periodo?

A metà pomeriggio c’era stato un disperato show di Matteo Renzi: che parlando, così ha detto, da ex presidente del consiglio, ha affermato che non si deve andare a votare subito. Pronto ad andare incontro, è la sintesi della sua conferenza stampa, ai 5 stelle, anche valutando la possibilità di mettere insieme un governo anomalo, capace di completare la legislatura.

Sandro Bennucci

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