Zeffirelli: nel salone dei 200 il saluto delle Autorità e della città. Sciarpa viola sul feretro

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Il feretro di Franco Zeffirelli è arrivato a Palazzo Vecchio, dov’è stata allestita la camera ardente, accolto dal lungo applauso di una folla di qualche centinaio di persone, che si è radunata sull’Arengario, in piazza Signoria. La camera ardente, nel Salone dei Cinquecento, sarà aperta fino alle 23, e poi il 18 giugno, dalle 9.00 alle 10.30. I funerali in Duomo sono fissati per le 11.00 del 18. Da Roma il feretro di Zeffirelli è arrivato intorno alle 11.10, accolto dal sindaco Dario Nardella e dal prefetto Laura Lega, con i figli adottivi del regista, Luciano e Pippo: quest’ultimo ha posato sulla bara una sciarpa della Fiorentina. Nel Salone il gonfalone, la giunta comunale e lo squillo delle chiarine: queste hanno poi lasciato il posto ad arie di Maria Callas, il sottofondo musicale scelto per la camera ardente. Su un grande schermo scorrono immagini di ritratti di Zeffirelli. Fra i primi in fila, il soprintendente del Maggio Cristiano Chiarot, Ermanno Daelli, Toni Scervino e Francesco Ghirelli. Anche la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, è arrivata Firenze per rendere omaggio al maestro Franco Zeffirelli presso la camera ardente allestita nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

I funerali invece come per il poeta Mario Luzi e, prima di lui, Giorgio La Pira, il ‘sindaco santo’ si terranno martedì 18 alle 11 nel Duomo di Firenze. Le esequie saranno officiate dal cardinale Giuseppe Betori che lo stesso regista aveva accolto in città, insieme a tanti altri fiorentini, il 26 ottobre 2008 quando il cardinale aveva fatto il suo ingresso nella diocesi. Ieri Betori, esprimendo il cordoglio della Chiesa di Firenze per la scomparsa del maestro, ha voluto ricordare la sua “più volte ribadita professione di fede cattolica” e come “nella sua opera abbia mostrato la bellezza della fede e abbia proposto la bellezza come strada verso la fede”.

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