sciopero dei giudici di pace dall’8 al 12 luglio

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L’Associazione Italiana Magistratura Onoraria «non è soddisfatta del disegno di legge di riforma approvato
in Consiglio dei ministri, che non ha rispettato gli impegni assunti dal ministro Alfonso Bonafede con la categoria il 7 marzo scorso». Pertanto è stata proclamata un’astensione dei giudici di pace dall’8 al 12 luglio.

«In primis, non convince la scelta dello strumento legislativo, in quanto l’iter del disegno di legge può essere particolarmente lungo, mentre è necessario avere la certezza di evitare l’entrata in vigore della riforma Orlando, che secondo lo stesso ministro della Giustizia Bonafede avrebbe l’effetto di uno tsunami sulla giustizia, paralizzandola del tutto – spiegano Vincenzo Crasto e Maria Rosaria Spina, presidente e segretario dell’Associazione- Nel merito, non condividiamo la mancata previsione di una copertura previdenziale a carico della Pubblica amministrazione, come imposto dalla pronuncia del Comitato europeo dei Diritti Sociali del 2016. Contravvenendo agli impegni assunti – rilevano- non è stato previsto il ripristino di una graduazione delle sanzioni disciplinari, come invece previsto dalla stessa L. 57/2016. Tale omissione incide gravemente sull’autonomia ed indipendenza del magistrato, che diventa così debolissimo ed assoggettato alle pressioni più disparate. Incomprensibile e del tutto inattesa è la pretesa di incidere sulle non ricche indennità di giudici onorari di tribunale e viceprocuratori onorari, aumentando da 5 ad 8 le ore lavorative per conseguire il pagamento di ulteriore indennità e non si comprende perché la retribuzione non debba avvenire, come accade oggi, con cadenza mensile, ma solo ogni due mesi».

Il disegno di legge, ricordano ancora, «disciplina la possibilità per i magistrati onorari in servizio da circa 25 anni di permanere nelle funzioni fino ai 68 anni di età, attraverso conferme quadriennali, mentre la legge cd Orlando concedeva solo quattro mandati quadriennali, che in molti casi non avrebbero consentito di maturare i requisiti per conseguire la pensione. Per gli stessi motivi avremmo preferito di gran lunga la garanzia della permanenza in servizio fino ai 70 anni».

Il ddl prevede «un doppio binario, disciplinando la facoltà per il magistrato di scegliere ai fini retributivi tra l’attuale regime a cottimo ed un regime indennitario in misura fissa annua pari ad euro 31.473 lordi e comprensivi di oneri previdenziali ed assistenziali, mentre la legge Orlando azzerava nella sostanza le retribuzioni dei magistrati onorari. E’ necessario modificare profondamente nel senso da noi auspicato il disegno di legge -chiede l’Associazione- al fine di garantire il diritto dei cittadini ad una giustizia efficiente, che la riforma Orlando avrebbe certamente precluso».

La magistratura onoraria «chiede in definitiva il rispetto del punto 12 del ‘Contratto di governo’ ed il completo superamento della cd legge Orlando attraverso una rapida approvazione della riforma della magistratura onoraria che riconosca la piena dignità della funzione e garantisca autonomia ed indipendenza ed il rispetto dei diritti costituzionali, in primis previdenziali ed assistenziali, oggi negati».

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