Lega e M5s, posizioni sempre più distanti. Ma fino alle europee non ci sarà crisi di governo

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Si moltiplicano in questi ultimi giorni i motivi di contrasto fra gli alleati di Governo. Molte schermaglie e dichiarazioni incrociate fra i due vicepremier, mediazioni di Conte, ma salvini sul caso Via della seta, con la cina, e sulla Tav minaccia più volte la crisi di governo.

La Tav per ora sembra rimandata la decisione finale, ma quando ne parlano Di Maio dice che non si farà e Salvini che si farei. Se si parla di sbloccare i cantieri, Salvini vuole un supercommissario, mentre Di Maio non lo vuole. In tema di autonomia la Lega spinge e Di Maio si fa garante dell’Unità nazionale. La Cina per Di Maio, emulo di Prodi, è una opportunità, per Salvini un rischio. Anche la famiglia spacca gli alleati. Salvimi andrà al convegno conservatore di Verona (patrocinato dal ministro Fontana), osteggiato dai 5 Stelle.

Sarà così fino alle elezioni europee, alle regionali del Piemonte e alle numerose elezioni locali che vedono in palio città importanti, prima di tutte Firenze.

Ormai sono troppi i dossier che vedono Lega e Cinque Stelle con posizioni diverse, distinte se non molto distanti. Ecco un riassunto di quelli principali:

• Tav I Cinque Stelle ne hanno fatto una battaglia, ma Salvini vuole l’Alta Velocità Torino-Lione. La Telt, la società italo-francese incaricata di realizzare l’infrastruttura, lunedì ha pubblicato bandi per 2,3 miliardi, anche se è prevista la possibilità di interrompere senza obblighi e oneri la procedura in ogni sua fase.

• Legittima difesa è un provvedimento caro al Carroccio: è passato alla Camera con 25 deputati 5S che non hanno partecipato al voto. In vista del passaggio in Senato, Di Maio dice: «Non ci entusiasma, è una legge della Lega, ma è nel contratto di governo».

• Autonomie regionali, altro provvedimento caro ai leghisti, ma da Matera Di Maio ha ammonito: «Il M5S sarà in questo governo il garante della coesione nazionale. Si devono rispettare i referendum che hanno portato avanti i cittadini delle regioni che chiedono autonomia ma non a discapito di altre parti d’Italia o della coesione nazionale».

• Anche i vaccini sono tema di disputa: Salvini aveva chiesto alla ministra della Sanità Grillo un provvedimento per far entrare i bambini non vaccinati nelle materne, ma l’esponente grillina – pro-vax ma orientata a cambiare la Lorenzin – ha tenuto il punto e tre giorni fa il provvedimento è entrato in vigore.

• Fincantieri, nomine. Già in passato Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, era finito nel mirino dei Cinque Stelle che non ne volevano la riconferma. Il 17 marzo, con la decisione dell’azionista Cassa Depositi e Prestiti, Bono – stimato da Salvini – ha ottenuto un altro mandato.

• Made in Italy. La Lega ha presentato ieri una proposta di legge per tutelare aziende storiche e marchi italiani. Con questa mossa Salvini ha sconfinato nel campo del ministro Di Maio anticipando gli alleati.

Anche su questi temi si fonderà la campagna elettorale di qui alla fine di maggio. Fino ad allora non ci sarà, probabilmente, crisi di governo, ma dopo può darsi che, in base ai risultati ottenuti da ciascuno degli alleati, la situazione sia destinata a mutare. In attesa anche della verifica delle potenzialità del nuovo Pd di Zingaretti.

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