Morte Astori: chiuse indagini. Due medici accusati di omicidio colposo

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Accertamenti ultimati sulla morte di Davide Astori, per il quale oggi, 12 marzo, si svolge una messa in suffragio nella Basilica di San Lorenzo, alla presenza della famiglia, della squadra e dei dirigenti della Fiorentina. La procura di Firenze ha fatto sapere di avere concluso le indagini sulla morte del capitano della Fiorentina Davide Astori che vedono indagati per omicidio colposo i medici Francesco Stagno, direttore sanitario dell’Istituto di medicina dello sport di Cagliari, e Giorgio Galanti, quale direttore sanitario
del Centro di riferimento di medicina dello sport dell’Aouc di Firenze Careggi.

Secondo le indagini della procura di Firenze i due medici, Francesco Stagno e Giorgio Galanti, sarebbero responsabili perchè, per un concorso di cause tra loro indipendenti, avrebbero provocato il decesso di Astori. Ai due medici gli inquirenti attribuirebbero la colpa di aver violato i protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico. La morte improvvisa del calciatore sarebbe stata originata da una cardiomiopatia aritmogena diventricolare, tale da determinare il decesso improvviso di Astori.

In particolare, a Stagno viene contestato di aver rilasciato ad Astori nel luglio 2014 un certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica in cui si attestava la mancanza di controindicazioni, nonostante che le indagini abbiano ricostruito che nella prova da sforzo si fossero verificate due extrasistoli ventricolari isolate, non segnalate nel referto. A Galanti la procura contesta il rilascio ad Astori di due diversi certificati di idoneità alla pratica del calcio agonistico nel luglio 2016 e nel luglio 2017. Referti rilasciati nonostante che secondo gli inquirenti fossero emerse nelle rispettive prove da sforzo aritmie cardiache. Stagno e Galanti sono anche accusati di aver omesso di sottoporre Astori ad altri accertamenti diagnostici più approfonditi sull’origine e sulla cause delle extrasistole, al fine di escludere una cardiopatia organica o una sindrome aritmogena. Secondo la procura, se la patologia fosse stata diagnosticata mentre si trovava in una fase iniziale ciò avrebbe consentito di interrompere l’attività agonistica di Astori e, tramite la prescrizione di farmaci di rallentare la malattia, e prevenire l’insorgenza di aritmie ventricolari maligne.

Ernesto Giusti

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