Limite velocità sulle autostrade. La Lega lo vuole alzare a 150 km/h, ma i grillini frenano

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Altro contrasto fra alleati di governo, questa volta non su un tema essenziale, neppure inserito nel contratto di governo, ma che avrà conseguenze dirette sul comportamento degli automobilisti nel futuro. Mentre la Lega è favorevole all’aumento dei limiti di velocità, il Movimento 5 stelle si appresta a sbarrare la strada all’aumento fino a 150 km/h nelle autostrade a tre corsie, modifica al codice della strada richiesta dalla Lega.

Nel testo base della maggioranza questa proposta è stata inserita e verrà in ogni caso discussa nella Commissione trasporti di Montecitorio. Ma per i pentastellati l’aumento del limite va bene solo su alcuni tratti autostradali, e puntano addirittura a ridurlo su alcune autostrade, dove al momento è di 130 km/h. Soprattutto attorno alle città principali dove il livello di inquinamento, dati alla mano, è altissimo.

Andare a 150 all’ora per i grillini comporta maggiori emissioni di gas di scarico, mentre il loro obiettivo è, da sempre, quello di ridurre lo smog nei grandi centri. L’esempio è quello di alcuni Paesi come la Germania dove non c’è un limite generico. L’ipotesi allo studio è di avvalersi di una segnaletica digitale che, a secondo della zona, possa avvertire l’automobilista sul massimo della velocità percorribile, scendendo fino ai 70 chilometri orari come accade già sulle tangenziali cittadine.

Ma ci sono anche altri punti controversi. Per il Carroccio, per esempio, vietare di fumare in auto potrebbe essere un limite alla libertà personale. Mentre non ci sono differenze di vedute riguardo la necessità di proibire per i guidatori l’utilizzo dei telefonini. Proprio lunedì sono stati diffusi dei dati in Commissione secondo i quali l’uso degli smartphone in auto risulta essere una delle cause maggiori degli incidenti.

Altre proposte per agevolare gli automobilisti, per esempio, una delle idee è quella di semplificare la cartellonistica, andando ad eliminare vecchi segnali. Si punta inoltre ad incentivare l’utilizzo di mezzi elettrici per gli over 70, permettendo a questa categoria di utenti una revisione della patente ogni cinque anni, invece di due. Altra misura che avrà una corsia preferenziale: le autoambulanze non dovranno pagare più il pedaggio in autostrada.

Il testo modifica poi l’articolo 208 in materia di proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie. I fondi che arriveranno dalle multe dovranno servire per intensificare i controlli sulle strade. Dovrà esserci poi l’obbligo di trasmissione, entro il 31 marzo di ciascun anno, «da parte dei soggetti accertatori dei dati relativi alle sanzioni comminate nell’anno precedente». «Si tratta – si sottolinea nel ddl – dei dati sull’entità delle sanzioni per ciascuna tipologia. Inoltre si prevede che gli enti locali che non ottemperano all’obbligo di rendicontazione sono esclusi, nell’anno successivo, dalla possibilità di partecipare ai bandi per l’attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale».

Un modo per impedire ai comuni di far cassa con le multe, l’accusa più frequente rivolta ai sindaci da chi è costretto a pagare sanzioni salate.

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