Via Boeri, Marina Calderone in pole per la guida dell’istituto previdenziale

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPrint this pageEmail this to someone

Prende quota il nome di Marina Calderone, presidente dell’Ordine dei Consulenti di lavoro e consigliere di amministrazione in Leonardo, per la guida dell”Inps. Sabato 16 febbraio scadrà il mandato dell”attuale presidente, Tito Boeri, e il Governo dovrebbe prendere una decisione entro questa settimana sul nome di un commissario per poi procedere nelle prossime settimane alla nomina del presidente e del Consiglio di amministrazione, reintrodotto con il Decretone.
«In fase di prima attuazione, si legge nel decreto su Rdc e Quota 100, nelle more del perfezionamento della procedura di nomina del nuovo Presidente e del Cda per consentire il corretto dispiegarsi dell”azione amministrativa degli Istituti, con apposito decreto del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell”economia, possono essere nominati i soggetti cui sono attribuiti i poteri, rispettivamente, del Presidente e del Cda».
Calderone, apprezzata dal premier, Giuseppe Conte, che il mese scorso ha partecipato agli Stati generali dei Consulenti del lavoro, potrebbe spuntarla come figura di mediazione tra Lega e Cinquestelle. Resta in campo il nome di Pasquale Tridico, consigliere economico del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio e “padre” del Reddito di cittadinanza sostenuto dal capo politico del Movimento.
Al momento è sullo sfondo ma resta forte il nome di Mauro Nori, ora consigliere del ministro dell”Economia, Giovanni Tria,
ma ex direttore generale dell”Inps, profondo conoscitore della macchina dell”Istituto e quindi un profilo più tecnico che potrebbe essere più velocemente operativo in questa fase di implementazione delle due riforme simbolo del Governo gialloverde (Quota 100 e Reddito di cittadinanza). Nori, in forza come consigliere alla Corte dei Conti, è apprezzato dalla Lega (ma anche da una parte del Movimento) che non dimentica la sua uscita dall”Inps dopo la decisione di Boeri di scegliere un altro direttore generale