Elezioni europee: popolari e socialdemocratici avranno la maggioranza, ma crescono i sovranisti

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Anche se mancano ancora cinque mesi alle elezioni per il Parlamento europeo (in Italia si voterà il 26 maggio), la giostra dei sondaggi è già partita a livello nazionale ed europeo.

Alcuni sondaggisti prevedono che il nuovo Parlamento europeo che uscirà dalle elezioni di maggio sarà molto più frammentato rispetto ad oggi e Popolari e Socialdemocratici non avranno da soli la maggioranza dei seggi, ma dovranno cercare alleati per continuare a governare l’Europa, mentre le destre nazionaliste potrebbero arrivare al 25%. E’ uno degli scenari ipotizzati dal centro studi Votewatch in base agli ultimi sondaggi disponibili. Secondo queste proiezioni, la totalità delle forze moderate filo-Ue potrebbe formare comunque una maggioranza grazie al supporto dei Liberali di Alde.
I nazionalisti di destra non dovrebbero superare il 25% dei seggi ed un eventuale gruppo congiunto composto dal gruppo dei Conservatori e riformisti Ecr, dall’Enf (Europa delle Nazioni e della Libertà dove siede la Lega) e ciò che rimane del gruppo Efdd (dove oggi è il M5S) potrebbe diventare il secondo gruppo più grande, se ovviamente tutti i loro attuali membri decidessero di aderire. Uno scenario che Votewatch ritiene comunque altamente improbabile per la grande diversità di vedute tra queste forze.

Il sito Politico.eu ha fatto anch’esso una previsione sulla base dei risultati dei sondaggi effettuati nei 27 Paesi Ue. A conti fatti, i partiti populisti-sovranisti arriverebbero a contare 156 seggi, quota molto al di sotto della maggioranza più uno (353) del futuro Parlamento europeo. In buona sostanza questo sondaggio sembra più favorevole ai partiti tradizionali. Le forze politiche tradizionali (popolari, socialdemocratici e liberali dell’Alde), che da anni controllano la politica europea, potrebbero continuare a farlo, sia pure con una flessione di consensi, scendendo dal 62 al 55%. Ma potrebbero contare in definitiva su 380 seggi, sufficienti per menare le danze nel prossimo Parlamento europeo. Il Ppe perderebbe 41 seggi, restando però il primo partito europeo, con 177 seggi. I socialdemocratici di SeD subirebbero un mezzo tracollo, perdendo 54 seggi, ma conservandone 133. E l’Alde, con 70 seggi, ne guadagnerebbe due. La Republique en Marche di Emmanuel Macron, viene accreditata di 19 seggi.

Diverso lo scenario italiano, per il quale il sito politico.eu ha postato sul proprio sito un mega sondaggio elettorale e prevede un’avanzata rilevante dei cd. sovranisti. All’Italia spetterà di eleggere 76 europarlamentari, e i seggi saranno così ripartiti: la Lega di Salvini è data per sicura vincente, con il 31,7% dei voti validi e 27 eurodeputati; al secondo posto il M5s, con il 27,2% e 23 seggi; al terzo posto il Pd, che dal 40,8 del 2014 passerà al 16,2%, cioè da 31 a 16 seggi. Una disfatta analoga riguarda Forza Italia, che passerebbe dal 16,8 al 9,4%, e da 18 a 13 seggi.

Vedremo se i sondaggi saranno confermati, ma già fin d’ora è evidente che le forze politiche tradizionali, pur continuando a mantenere la maggioranza, avranno molte più difficoltà a continuare le politiche che finora hanno portato molti paesi europei alla crisi più lunga di questi ultimi anni. E anche la Germania comincia ad arretrare e continuerà sempre più a pagarne le conseguenze.

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