Muore 24enne snowboarder di Scandicci nel fuoripista a Courmayeur. Salvo per miracolo l’amico

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Si chiamava Julian Impagliazzo, aveva 24 anni e risiedeva a Scandicci: è morto sulla neve e sul ghiaccio di Courmayeur con il suo snowboard dopo essere andato, secondo quanto viene riferito, in una zona vietata. Salvo per miracolo l’amico che era, riuscito a fermarsi contro alcuni alberi. E’ successo a Courmayeur in un canale che improvvisamente è diventato un imbuto senza dare la possibilità di proseguire. Quindi il tentativo di scendere a valle con la tavola in spalla, ma il ghiaccio è una trappola. Julian scivola e precipita per oltre 100 metri da un salto di roccia e non ha scampo.

Julian Impagliazzo, originario di Cesena, viveva Scandicci. Era uno studente universitario che, dalla Romagna, si era trasferito a Scandicci con la madre, il compagno di lei e la figlia dell’uomo. Era decritto come un bravissimo ragazzo, con la gran passione per la montagna che lo ha tradito L’area dov’è morto sarebbe stata chiusa dal 1996 con un’ordinanza del sindaco. La gente del posto dice che si tratta di uno dei canali di Plan de la Gabba, zona già teatro, nel 2017, di una valanga che travolse 18 sciatori, uccidendone tre e ferendone cinque. Il divieto, insistono maestri di sci e guide alpine, è segnalato con cartelli e anche riportato sullo skirama di Courmayeur: quei fuoripista sono infatti raggiungibili salendo con i normali impianti sciistici. «E’ una zona vietata, in fuoripista, non è che noi la presidiamo»,spiega Danilo Chatrian, direttore generale di Courmayeur Mont Blanc funivie. L’incidente è accaduto intorno alle 13,30 di oggi, giovedì 10 gennaio, nel Canale del bambino, a 1.800 metri di quota. La neve è poca, ma il pericolo è il ghiaccio. Secondo il racconto che è stato fatto, dopo i primi metri i due snowboarder si accorgono che qualcosa non va. Cadono, si rialzano e cadono ancora. Tolta la tavola, provano a risalire il pendio con gli scarponi. Che sarebbero stati troppo morbidi per tentare l’impresa. Julian avrebbe provato a camminare verso valle. L’amico non sapeva dove fosse. Agli uomini del Soccorso alpino e della Guardia di Finanza ha raccontato: «E’ sceso giù, si è tolto la tavola, poi non l’ho più visto».

Anche il secondo giovane è scivolato, ma ha trovato un appiglio: gli alberi. Ha dato l’allarme. Sul posto sono arrivati l’elicottero della protezione civile, con i tecnici del Soccorso valdostano, i finanzieri e il medico del 118. Per Julian non c’è stato nulla da fare. Incidenti di questo tipo non sono rari, ma spesso, per fortuna, chi si trova in difficoltà riesce a rendersi conto in tempo della difficoltà e a dare l’allarme. Julian Impagliazzo e il suo amico, secondo la ricostruzione di chi è intervenuto, avrebbero capito tardi la situazione. E sale così a sette il numero dei decessi per incidenti in montagna in questi primi giorni del 2019: le due bambine a Sauze d’Oulx e al Corno del Renon, due alpinisti sulle Alpi lombarde e altri due scalatori in Val di Susa. E quindi lo snowboarder Julian Impagliazzo.

Ernesto Giusti

 

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