Manovra: Svimez, misure positive per il Sud, per reddito cittadinanza occorrono 15 miliardi

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In parte positivo il giudizio su alcuni dei provvedimenti deliberati e in cantiere da parte del governo per favorire il Sud, che hanno emesso gli esperti di Svimez, l’istituto specializzato per lo sviluppo del Mezzogiorno, che non arriva mai. Una parte è valutata positivamente, ma il cuore della politica pentastellata, il reddito di cittadinanza, è ritenuto quasi una chimera, troppo costoso, il doppio di quanto calcolato da di Di Maio e c.

Nelle sue linee essenziali il rapporto Svimez 2018 prevede che «le misure espansive andrebbero a vantaggio del Mezzogiorno. Soprattutto perché le spese per le quali si prevede l’incremento più significativo sono quelle delle prestazioni sociali e dei consumi collettivi, sostenute dal pensionamento anticipato (Quota 100) e dall’avvio del Reddito di cittadinanza».

L’impatto dei provvedimenti contenuti nella manovra sull’evoluzione del Pil al Centro-Nord e al Sud darebbe un impulso positivo nel Mezzogiorno di circa lo 0,3% nel 2019 sull’aumento previsto del prodotto lordo dell”1%, e di poco più dello 0,4% nel 2020 sul Pil allo 0,9% ipotizzato. Nel Centro-Nord, i valori risultano decisamente inferiori, quasi lo 0,2% nel 2019 e 0,24% nel 2020.

Parere dubitativo, se non proprio negativo, degli esperti invece sul reddito di cittadinanza, che «consentirebbe di ampliare significativamente la platea dei destinatari rispetto all’attuale Reddito di Inclusione ma non di assicurare il raggiungimento della soglia dei 780 euro indicata dal Governo, in quanto il raggiungimento di tale soglia richiederebbe uno stanziamento di circa 15 miliardi. Con le risorse attuali, prendendo a riferimento le famiglie con Isee inferiore a 6000 euro e pur tenendo conto che circa il 50% potrebbe avere una casa di proprietà, è possibile erogare un sussidio compreso tra i 255 euro per una famiglia monocomponente e i 712 per una con 5 o più componenti, a circa 1,8 milioni di famiglie. Ciò avvantaggerà il Mezzogiorno che assorbirà circa il 63% del Reddito di Cittadinanza», viene spiegato nel rapporto.

Fioccano subito i commenti politici: «La stima dello Svimez sul reddito di cittadinanza toglie altro alimento alla propaganda del Movimento 5 Stelle. Per arrivare alla soglia dei 780 euro promessi servirebbe uno stanziamento di 15 miliardi, quasi il doppio rispetto agli 8 miliardi previsti attualmente – afferma il senatore di Forza Italia Renato Schifani. -È l’ulteriore conferma di ciò che denunciamo da tempo: la misura più qualificante del M5S è un bluff. Si rischia di creare molte aspettative non soddisfatte, senza peraltro risolvere i veri problemi che affliggono il Paese, e in particolare il Sud: il gap nella crescita, la disoccupazione, la mancanza di opportunità, la fuga dalle regioni meridionali soprattutto dei giovani».

Non c’è dubbio che in questo momento l’azione di governo dei grillini sia rallentata da difficoltà obiettive e dal freno posto da Salvini, che si rende conto dell’impossibilità di trovare risorse per sostenere le parti della manovra più costose, senza andare a uno scontro diretto con la Ue, che pure auspica.

Ma il risultato sarebbe quello di far pesare sull’Italia una costosa procedura di infrazione solo per la volontà di accontentare la parte di elettorato che ha creduto alle promesse di Di Maio e che adesso preme per passare all’incasso. Ma non siamo certo nelle condizioni economiche e politiche,almeno per ora, di far fronte a una battaglia di questo tipo. Dopo le elezioni europee forse ci sarà qualche chance in più, sempre se l’economia sarà ripartita, cosa improbabile, allo stato attuale. Meglio dunque un rinvio ad altra data per il reddito auspicato da molti giovani e meno giovani del sud. Lo si è deciso per la prescrizione, lo si può fare anche per la misura simbolo dei grillini.

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