Casalino: video su anziani e down. Pd: «Conte lo cacci». Il portavoce: «Vogliono solo infangarmi»

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Nuova polemica su Rocco Casalino, portavoce del presidente del consiglio, Giuseppe Conte. Spunta un video in cui lui avrebbe manifestato idiosincrasia nei confronti di down, anziani e bambini. Il Pd, attraverso il senatore Edoardo Patriarca, insorge: «Le cose sono due: o Casalino quando offendeva persone con la Sindrome di Down, anziani e bambini non era in sé, e allora ha bisogno di un ottimo psicologo; oppure crede davvero a quello che dice e allora non può stare a Palazzo Chigi. Non è la prima volta che lo sentiamo pronunciare frasi offensive e discriminatorie; l’imbarazzo di Conte si palesi in un licenziamento per il portavoce di Palazzo Chigi».

VIDEO – Il parlamentare commenta un video di ArcadeTv7 pubblicato da Dagospia, risalente a qualche anno fa, in cui un giovane Rocco Casalino, ora portavoce di Palazzo Chigi e capo della comunicazione del M5s, afferma che anziani, bambini e down gli «danno fastidio, lo irritano e gli fanno schifo, come fa schifo un ragno». E ancora: «Non ho nessuna voglia di relazionarmi a loro, non ho nessuna voglia di aiutarli, poveretti che gli è capitata ‘sta cosa», spiega Casalino nel video E a chi lo critica per aver usato l’espressione schifo, lui spiega: «E’ come a te che fa schifo il ragno, a me è così. Mi danno proprio fastidio. Mi dà imbarazzo. Non mi va di stare dietro ai vecchietti, ai bambini, ai down».

CASALINO – Molto dura la reazione del portavoce del premier. Che afferma: «Oggi la stampa italiana pubblica vere e proprie bufale sul mio conto, con il solo obiettivo di colpirmi, infangarmi e mettere in dubbio la mia professionalità. E’ stato pubblicato un video che risale ad oltre 10 anni fa, quando frequentavo il Centro Teatro Attivo di Milano», afferma in un post sul blog M5S Casalino, sottolineando come le parole che si sentono nel video nei confronti di chi soffre della sindrome di Down «sono inserite in quel contesto e non rappresentano assolutamente il mio pensiero, né oggi né allora». In sostanza, quelle dichiarazioni avrebbero fatto parte solo di una finzione, una provocazione e non avrebbero rispecchiato il vero pensiero del portavoce. Ma la polemica infuria.

 

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