Forza Italia, no al protagonismo dei pm, tutela della riservatezza e dell’efficacia delle indagini

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Iniziativa di Forza Italia, tesa a contrastare l’ansia di protagonismo di molti pm e a tutelare la riservatezza delle indagini e degli inquisiti. Si dice perciò No ai processi di piazza, no al protagonismo di pm e magistrati con tanto di foto e nome pubblicati sui giornali. Ma anche maggiore tutela della riservatezza e dell’efficacia delle indagini.

Forza Italia dichiara guerra alle fughe di notizie su indagini penali. La proposta di legge, primo firmatario il deputato Andrea Ruggieri, prevede «il divieto di pubblicare o di diffondere il nome o l’immagine dei magistrati titolari sino alla prima udienza del dibattimento, là dove previsto». Un modo, spiega l’esponente azzurro, per tutelare l’incolumità, la sicurezza e la serenità degli stessi giudici, la maggior parte dei quali è peraltro aliena dal clamore della stampa, ma anche scoraggiare tentazioni di protagonismo e relative anticipazioni di notizie; da ultimo, tutelare diritti di primaria importanza e rango costituzionale.

La cronaca – scrive Ruggieri – ci obbliga «a prendere atto della costante, arbitraria e dannosa diffusione di notizie coperte dal segreto istruttorio (articolo 326 del codice penale) o che comunque dovrebbero restare ancora riservate (articolo 684 del codice penale); anticipazioni riguardanti procedimenti penali che minacciano troppi diritti, e che sono del tutte estranee alla sacrosanta, costituzionale libertà di stampa e manifestazione del pensiero».

Anticipare indiscriminatamente notizie relative a procedimenti penali, avverte Ruggieri, costituisce «un serio pericolo d”inquinamento probatorio, procura difficoltà all’efficiente incedere delle indagini, e lede anche il diritto alla difesa: è infatti prassi tristemente costante ormai che un indagato venga a scoprire di essere tale a mezzo stampa, e che questo status, di per sé neutro, comporti invece nella pubblica opinione una sua anticipata colpevolizzazione rispetto a qualunque futura, eventuale sentenza. Il tutto aggravato da sempre più frequenti processi di piazza, paralleli e a volte contrari a quelli giudiziari, con rischio concreto di condizionamento di questi ultimi».

Per Ruggieri con l’introduzione di questo divieto non c’è il pericolo di compressione dei diritti di libertà di stampa e di libera manifestazione del pensiero. Gli operatori dell’informazione potranno ovviamente continuare liberamente ad informare la pubblica opinione dell’esistenza di un procedimento, attribuendone la titolarità all’Ufficio giudiziario competente anziché al singolo magistrato, precisa l’azzurro.

Quanto, poi, alla libera manifestazione del pensiero, sottolinea Ruggieri, «è senz’altro vero che anche i magistrati devono essere lasciati liberi di poterla esercitare come qualunque altro cittadino, ma specie i magistrati inquirenti, a differenza di ogni altro comune cittadino, hanno un maggiore accesso di tribuna in virtù della loro particolare attività. Sicché, quando utilizzano i mezzi di informazione nell’ambito di questa speciale professione, non lo fanno per esprimere il proprio libero pensiero, ma unicamente per dare, nei limiti consentiti, pubblica contezza della amministrazione della giustizia».

La proposta introduce un comma aggiuntivo dell”articolo 114 del codice di procedura penale, «disponendo il divieto della pubblicazione e della diffusione dei nominativi e dell’immagine dei magistrati per procedimenti loro affidati, eccezion fatta – viene precisato – per il caso in cui, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, la rappresentazione dell”avvenimento non possa essere separata dall’immagine del magistrato (art. 114, c. 6-ter)».

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