Lione, G6 interni: Salvini brilla, in assenza di altri ministri

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Sembrava che l’Europa attendesse Matteo Salvini al varco del suo primo G6 Interni, per di più consacrato in gran parte al tema più bruciante per l’Italia in Europa, i migranti. E invece nessuno scontro e, a detta dello stesso vicepremier, l’Italia ne esce addirittura come modello in Europa. Un vertice in tono minore il G6 francese, dove però la linea italiana non ha trovato opposizione anche per l’assenza di controparti: il tedesco Horst Seenhofer ha dato forfait (è in campagna elettorale ha commentato Salvini), il premier Edouard Philippe, ministro degli Interni ad interim dopo le dimissioni shock di Gerard Collomb, se ne è addirittura andato dopo la serata di ieri, richiamato all”Eliseo dall’emergenza del momento in Francia, il rimpasto di governo.
Così, non soltanto Salvini ha rubato la scena tirandosi dietro l’integralità di telecamere e giornalisti ad ogni passo, ma ha incassato prima i complimenti degli americani per essere l’Italia «il paese europeo con meno foreign fighters», poi addirittura quelli europei, quasi inediti di questi tempi, compreso il commissario Ue Avramopoulos.
«Oggi al tavolo dei ministri è stato evocato il modello australiano per il governo dei flussi migratori, che è
esattamente quello a cui sto lavorando io: fino a quattro mesi fa eravamo razzisti, egoisti, ora il modello italiano fa scuola». Salvini è visibilmente soddisfatto alla fine di un vertice in cui «i ministri hanno ripetuto che i migranti economici non possono essere accolti, condividendo la posizione italiana: in Europa si arriva seguendo le regole».
Il vicepremier italiano è andato via prima della conferenza stampa finale, dalla quale mancavano anche i colleghi di Berlino e Parigi. Ha parlato pochi minuti la sottosegretaria agli Interni, Jacqueline Gourault, sottolineando gli «importanti progressi fatti segnare dal G6». Poco lontano, il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska, smentiva chiunque gli prospettasse l’ipotesi di uno scontro con l”Italia sulla destinazione dei migranti: «nessun confronto – ha detto – ci sono soltanto delle posizioni che cerchiamo di mettere insieme, come si deve fare nell’Unione europea». Duro anche il ministro polacco, Joachim Brudzinski, secondo il quale la Polonia, come l’Ungheria, dovrebbe dire no al Patto migratorio delle Nazioni unite che sarà formalmente approvato a dicembre in Marocco, affermando che questo «Patto mondiale per le migrazioni rischia di incoraggiare le migrazioni illegali».

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