Boeri, con tagli a vitalizi parlamentari e consiglieri regionali si risparmiano (solo) 100 milioni

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La delibera sul taglio dei vitalizi ai parlamentari va nella direzione di ridurre le asimmetrie nel trattamento fra i parlamentari e gli altri cittadini, ma ci sono tantissime altre cose da fare. Se passasse all’Inps la gestione dei vitalizi sarebbe anche un’operazione di trasparenza. A dirlo, il presidente dell’Inps Tito Boeri al termine della relazione che ha tenuto sul taglio dei vitalizi, davanti al Consiglio di presidenza del Senato. È stata una relazione in cui ci sono approfonditi molti aspetti, abbiamo consegnato una relazione con dati e analisi, credo sia stata una relazione proficua, ha proseguito Boeri. Sui vantaggi di un’eventuale gestione del taglio dei vitalizi da parte dell’ente che presiede, Boeri ha fatto qualche esempio: «Soprattutto per i requisiti anagrafici: oggi i parlamentari possono andare in pensione molto prima degli altri. E poi per quanto riguarda gli oneri figurativi: loro possono accumulare anche due pensioni durante il mandato parlamentare. Su questo aspetto abbiamo dato alcuni suggerimenti. Se potessimo, come Inps, prenderci carico di questo – ha ribadito – sarebbe anche un’operazione di trasparenza perché oggi sui contributi abbiamo questa anomalia per cui l’ente che raccoglie i contributi, che eroga le prestazioni è anche quello che paga la parte tra virgolette datoriale. Se fosse l”Inps a occuparsi di tutto ciò, questo sistema diventerebbe anche molto più trasparente. Quindi anche il bilancio di Camera e Senato si reggerebbe meglio. Questo è un suggerimento, poi tocca a loro decidere».

A sostegno della sua tesi, nella sua relazione davanti all’Ufficio di presidenza del Senato, Boeri ha mostrato un grafico sull’andamento della spesa per vitalizi diretti rispetto ai contributi versati e al numero di chi ha percepito vitalizi diretti dalla prima legislatura fino al 2016. «Normalmente un sistema a ripartizione (in cui i contributi pagano le pensioni in essere) alimenta inizialmente forti surplus perché ci sono molti più contribuenti che percettori di rendite vitalizie – ha spiegato il numero uno dell’Inps nel documento – nel caso di deputati e senatori, invece, non solo il sistema non è mai stato in surplus ma, anzi, il disavanzo ha iniziato a formarsi fin dagli anni 1980, quando ancora i percettori di vitalizi (linea verde) erano poco più di 1000, prova evidente di un sistema insostenibile. Essendo il numero dei contribuenti fisso, questi andamenti erano più che prevedibili. I correttivi apportati più di recente alla normativa, pur avendo arrestato quella che sembrava una inarrestabile crescita della spesa, non sono in grado di evitare forti disavanzi anche nei prossimi 10 anni».

«Estendendo il ricalcolo ai consiglieri regionali, si risparmierebbero 55 milioni di euro aggiuntivi. Si avrebbero così, affiancandoli ai risparmi calcolati per la Camera (40 mln) e il Senato (16 mln), risparmi superiori ai 100 milioni di euro, tali da ridurre il disavanzo del sistema dei vitalizi e, dunque, gli oneri che gravano sulla collettività. Nonostante il basso numero di percettori, i risparmi sono rilevanti, – ha continuato – a riprova del fatto che il sistema ha gravato sui contribuenti in modo del tutto sproporzionato rispetto al numero di percettori dei vitalizi. Certo, sarebbe paradossale che nel momento in cui si chiede ai parlamentari di avvicinare i propri trattamenti al regime contributivo, si operasse in direzione opposta per altre categorie di lavoratori, concedendo loro uscite anticipate generalizzate senza alcuna riduzione attuariale e appesantendo di oltre 100 miliardi il debito pensionistico che grava sulle giovani generazioni».

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Dunque anche stavolta il bocconiano presidente, facendo sfoggio più che di numeri, di citazioni e argomentazioni sociologiche, continua a voler far politica, ma conferma che il risultato economico dell’operazione propagandistica di Fico – Di Maio è risibile, così come quella parallela del taglio delle pensioni d’oro. Ma politicamente sembra appoggiarle, meno male che la scadenza del suo mandato è vicina.