Milleproroghe, fra le tante norme anche quella che risuscita le province

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Intervenendo alla giornata d’apertura della XIX assemblea nazionale dei sindaci Anpci (XIV Festa nazionale dei piccoli comuni d’Italia) che si è svolta a Inverno e Monteleone in provincia di Pavia, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha svelato qualche dettaglio in più sul grande progetto di riforma delle autonomie al cui il governo ha aperto la strada con l’emendamento al dl Milleproroghe che ha istituito il tavolo tecnico-politico che dovrà occuparsi, fra l’altro, di rivedere nel complesso l’ordinamento degli enti di area vasta. «Sarà una riforma a 360 gradi», ha detto Giorgetti, «dobbiamo riprendere da cima a fondo tutto il sistema delle autonomie dopo 20 anni di normazione caotica, bisogna riscrivere tutto partendo dal basso: dai comuni e dalle province. E il tema delle province va affrontato con coraggio e senza tabù. Io personalmente, così come il mio partito siamo da sempre convinti che almeno l’elezione diretta dei presidenti vada ripristinata. Per questo abbiamo predisposto una proposta di legge che discuteremo con gli alleati di governo per capire se possiamo contare sulla loro condivisione».

Dopo la bocciatura nel referendum del 4 dicembre 2016 della riforma costituzionale varata dal governo Renzi col Ddl Boschi, il tema delle Province è destinato quindi a tornare d’attualità. Gli italiani, votando no, si sono pronunciati contro l’abolizione degli enti intermedi di governo territoriale, che non solo restano previsti dalla Costituzione, ma conservano tutte quelle funzioni che la Legge fondamentale gli assegna e di cui sono state progressivamente spogliate dalla legge Delrio, la 56/2014, in attesa di un’abolizione mai arrivata. Il legislatore è ora chiamato a mettere un po’ d’ordine nella vicenda, delineando un nuovo assetto di governo territoriale.

L’emendamento, nato da un ordine del giorno presentato da un partito di opposizione – FdI – e approvato dalla maggioranza Lega-M5S col parere favorevole del governo, è un primo passo che segna anche un’inversione di tendenza nello stesso MoVimento 5 Stelle, soprattutto dopo il verdetto del referendum del 2016.

Intanto FdI canta vittoria. «Il parere favorevole del governo al mio ordine del giorno sul ripristino del voto diretto per presidenti e consiglieri di Città metropolitane e province è una straordinaria soddisfazione – dice Silvestroni – Ciò consentirà di restituire al popolo la sua sovranità». «Il tema del riordino del governo locale va affrontato seriamente, di qui l’idea di presentare l’ordine del giorno – prosegue Silvestroni – Le Province hanno perso 20mila dipendenti, lo Stato ha smesso di finanziarle, il popolo ha perso il diritto di poter sceglierne i presidenti. Eppure continuano ad esistere. Personalmente, reputo opportuno ripensare tutto il sistema degli enti locali: perché abolire le Province e non le Regioni? La Delrio è una legge sbagliata da molti punti di vista, ma il tema è più complesso e riguarda il tentativo serio di riorganizzare tutto il mondo degli enti locali».

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