Decreto dignità: rafforzati centri impiego, via tassa sull’acqua, norma salva-precari

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Dai precari della scuola alla tutela del mercato delle sigarette elettroniche, cresce il decreto dignità che affronterà nuove urgenze attraverso un pacchetto di modifiche concordate da Movimento 5 Stelle e Lega. Le commissioni Finanze e Lavoro della Camera, che da martedì entreranno nel vivo dei lavori con il voto dei quasi 900 emendamenti, si troveranno così a valutare molte richieste aggiuntive, non solo quella di reintrodurre i voucher. Il decreto, ha detto Luigi Di Maio, sarà potenziato grazie agli interventi aggiuntivi e diventerà un decreto 2.0.
Ecco in sintesi le principali novità previste dal pacchetto di maggioranza, circa una trentina di emendamenti.

NON SOLO INCENTIVI, PER LAVORO RAFFORZARE CENTRI IMPIEGO: arriveranno, come annunciato, incentivi per le assunzioni stabili ma con un doppio binario. Per gli under 35 la maggioranza propone una proroga dell’attuale bonus anche per il 2019 e il 2020 (taglio del 50% dei contributi, con tetto a 3mila euro) mentre per gli over 35 alla stabilizzazione sarà restituito alle imprese il costo contributivo aggiuntivo(lo 0,5% a rinnovo). Accanto agli incentivi però si mette un primo tassello verso la riforma dei centri per l’impiego, che dovrebbe precedere il reddito di cittadinanza, con un rafforzamento delle assunzioni: le Regioni dovranno infatti dedicare una quota dei posti proprio ai centri per l’impiego. Arriverà anche, come chiesto dalle imprese, un periodo transitorio, fino al 30 settembre, prima che la stratta sui contratti a termine si applichi anche a quelli già in corso.

SOSTEGNO A E-CIG, VIA TASSA SULL’ACQUA: la proposta della maggioranza prevede la Cancellazione delle misure che equiparano le sigarette elettroniche ai tabacchi tradizionali,eliminando così quella che viene definita la tassa sull’acqua e non solo sulla nicotina contenuta nei liquidi delle e-cig e conseguente dimezzamento dell’accisa (dal 50% al 25% dell’equivalente quantitativo di sigarette)

CAMBIA LA BUONA SCUOLA, NORMA SALVA-PRECARI: si vuole cancellare, come chiesto a gran voce dai sindacati, il limite di 36 mesi per le supplenze introdotto con la buona scuola, dopo il quale il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, oltre agli insegnanti, invece della stabilizzazione rischierebbe di non avere più un posto. Lo stop ai contratti a termine oltre i 36 mesi scattava dal 1 settembre 2016 e gli effetti si inizierebbero a vedere a partire da settembre 2019.

VOUCHER TRACCIABILI MA CON AUTOCERTIFICAZIONE: nessuno sfruttamento dal ritorno dei voucher, assicura Di Maio. I ritocchi, mantenendo la tracciabilità, prevedono che si possano utilizzare nell’arco di 10 giorni, anziché gli attuali 3, in agricoltura, turismo e anche per gli enti locali ma solo per studenti, pensionati e disoccupati. Sarà lo stesso lavoratore ad autocertificare la sua condizione e i datori potranno far attivare le procedure anche da intermediari.

CAMBIA SOMMINISTRAZIONE, VIA CAUSALE E STOP&GO: si chiede di eliminare le causali dai contratti stipulati dalle agenzie e di escludere gli intervalli tra un contratto e l’altro. Previste anche multe per la somministrazione fraudolenta. Questo tipo di contratti, quando a scadenza, nel calcolo del 20% dei contratti a termine che una azienda può stipulare rispetto alla sua forza lavoro complessiva. Si allenta la stretta sulle delocalizzazioni (le aziende decadono dagli incentivi solo se il taglio dei posti supera il 50%, non il 10) e si propone di destinare le sanzioni alla riconversione dei siti in disuso causa-delocalizzazione.

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