Mondiali 2018: Inghilterra-Croazia (stasera ore 20, diretta su Canale 5) grande sfida per la finale con la Francia

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L’Inghilterra vinse una (contestata) finale mondiale nel 1966, a Londra, contro la Germania. La Croazia non è mai arrivata a queste vette. Fra poco le due nazionali scenderanno in campo per ottenere il visto per la finale mondiale di domenica 15 luglio contro la Francia. Il ct inglese sa che i bookmaker lo danno per favorito ma, da buon gentleman (con tanto di panciotto…) qual è, non si lascia andare a spacconerie. «La Croazia è una piccola nazione, ma ha prodotto un numero incredibile di talenti calcistici – dice Southgate -. Per noi sarà un duro test, ma in una semifinale mondiale non esistono avversari facili». La prova potrebbe rivelarsi piena di insidie per l’Inghilterra, specialmente considerando l’umiliazione inflitta dalla piccola Croazia al gigante argentino di Messi. La forza dei balcanici risiede specialmente nel centrocampo, dove i playmaker Modric e Rakitic potrebbero creare più di un problema agli uomini di Southgate. Ma l’Inghilterra può contare su un Kane in forma smagliante, al momento in testa alla classifica dei bomber del Mondiale. E comunque, dopo essere arrivato fino a qui, Southgate non si accontenta certo di un terzo posto, come quello ottenuto dall’Inghilterra nell’Europeo 22 anni fa. Come ha rievocato lo stesso Southgate, in quell’occasione fu proprio lui a sbagliare il rigore decisivo che mandò la Germania in finale. «Football is coming home? Per 22 anni non ce l’ho fatta ad ascoltare quell’inno», ricorda. Ma adesso è un motivo tornato di moda, e quel rigore fallito è acqua passata per una squadra giovane e vogliosa di riscrivere la storia. Battendo la Colombia agli ottavi, gli uomini di Southgate hanno già superato uno spauracchio storico della nazionale inglese: quella dei rigori. Ora, dopo aver travolto la Svezia ai quarti, i Tre Leoni si sentono inarrestabili.

Sorpresa o no, la Croazia vuole fare la storia. Al Mondiale ha già ripetuto l’impresa di Suker e degli altri del 1998 arrivando fra le prime quattro, adesso vorrebbe andare oltre. E non si sente affatto un’intrusa: l’Inghilterra quindi è avvisata. Lo sottolinea il ct Zlatko Dalic, convinto che i suoi non debbano sprecare questa chance di entrare nella storia. «Non credo proprio – aggiunge – che siamo già andati oltre le aspettative, visto quanti calciatori militano nei grandi club d’Europa, tipo Real e Barcellona». L’Inghilterra, garantisce il ct croato, è stata studiata a fondo ad esempio per le palle inattive. Ma non c’è motivo per essere nervosi, «vogliamo goderci questo momento e goderci un bel calcio, il risultato sia quel che sia».

Paulo Soares

 

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