Le navi militari non saranno smantellate a Piombino

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Niente smantellamento di navi militari al porto di Piombino, e un pezzo dell’Accordo di programma 2014 che diventa a rischio sostenibilità economico-finanziaria: è quanto emerge dalla lettura del Piano operativo triennale 2018-20 dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, nella quale sono confluite l’Autorità portuale di Livorno e quella di Piombino e dell’Elba.
La società Piombino Industrie Marittime (con Saipem, San Giorgio del Porto e Fratelli Neri), scelta per la gestione in concessione pluriennale delle aree destinate allo “ship recycling”, ha infatti effettuato «verifiche tecnico-economiche – si legge nel documento dell’Autorità – sui mezzi messi a disposizione da parte della Marina, ma senza addivenire ad alcun accordo con il Ministero della Difesa data la incoerenza tra il valore prospettico delle imbarcazioni e gli effettivi ricavi potenziali ricavabili dalle operazioni di refitting o demolizione».
Tale incoerenza, sottolinea dunque l’Autorità, «mette in discussione i principi su cui è stata fondata la sostenibilità economico-finanziaria di questa sezione del citato accordo di programma, talché, alla luce delle attività svolte fino ad oggi nonché delle nuove disposizioni normative in materia, si ritiene opportuno la convocazione del Tavolo dei sottoscrittori dell’Accordo di Programma stesso per effettuare una ricognizione circa il permanere della sostenibilità degli obiettivi a suo tempo fissati».
Il progetto di Pim, rivolto anche al mercato armatoriale privato, ha inoltre sofferto di ritardi per la parte autorizzativa: se al momento della firma dell’atto di concessione la società riteneva di poter cominciare la costruzione degli impianti nel primo trimestre del 2017, e di cominciare l’attività verso la fine dello stesso anno, dalla lettura del Piano dell’Autorità si apprende che «nel corso del 2017 la Società ha presentato il progetto di insediamento ai fini delle verifiche ambientali e delle necessarie autorizzazioni» che però non sono ancora state concesse, e che quindi «dovrebbero concludersi entro i primi mesi del 2018».

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