Bologna: per il circolo Arci il Jobs Act non vale. Ripristinate le vecchie regole

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Schiaffo emiliano a Renzi, al circolo Arci di San Lazzaro di Savena, casa del popolo costruita negli anni Settanta da un”associazione con 5mila soci, il suo Jobs Act non vale. L’Arci e la Cgil hanno infatti firmato un accordo sindacale che annulla, per i 26 dipendenti a tempo indeterminato della struttura, le recenti modifiche apportate dalle legislazione sul lavoro in tema di licenziamenti, mutamento delle mansioni, sorveglianza e controllo.
L’intesa, a meno di due mesi dalle elezioni, ha un forte significato politico. L’accordo prevede, nella sostanza, l’applicazione per vecchi e nuovi assunti del circolo, attuali e futuri, tutte le norme sul diritto del lavoro vigenti prima dell”approvazione del Jobs Act. Indipendentemente dalla data di assunzione saranno, cioè, applicate le norme previste in precedenza.
Il circolo Arci di San Lazzaro è una grande struttura, che si trova alle porte di Bologna, dove, in un vecchio fienile, trovano spazio un bar, un ristorante e spazi che ospitano numerose attività sociali, ricreative, dove si svolgono tornei di biliardo, di burraco, serate danzanti e concerti jazz. Nella sala del circolo si tengono spesso anche iniziative politiche organizzate dalle forze dell”area di centrosinistra.
«Vecchi e nuovi assunti – hanno detto Lorenza Giuriolo della Filcams e Fausto Nadalini della Cgil di San Lazzaro – godranno degli stessi diritti e delle stesse tutele. E’ un risultato positivo, raggiunto anche grazie alla sensibilità e all”attenzione sui temi del lavoro dell’azienda e dei lavoratori. Risultato che speriamo di poter esportare in altre aziende del territorio».

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