Ge valuta di cedere l’Oil&Gas (con Nuovo Pignone)

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General Electric sta valutando di dismettere la propria partecipazione in Bhge, la società nata quest’anno dalla fusione tra Baker Hughes e General Electric Oil&Gas, di cui Nuovo Pignone è capofila per il business delle turbine: l’annuncio è arrivato dal nuovo amministratore delegato della multinazionale, John Flannery (nella foto), che ha presentato ieri il nuovo piano industriale.

Un piano che prevede di concentrarsi su tre settori (aviazione, sanità ed energia), e di uscire progressivamente da illuminazione e trasporti. Altri punti chiave della strategia di rilancio sono il taglio dei dividendi del 50%, la riduzione del consiglio di amministrazione da 18 a 12 membri, e l’impegno a diventare una società più snella e semplice.

Le nuove strategie di allocazione del capitale saranno supervisionate da un comitato formato in seno al board. «Il primo compito che gli ho affidato è rivedere le nostre opzioni per Baker Hughes», ha annunciato Flannery, secondo cui in Bhge «la squadra è forte» e «la fusione sta procedendo bene», tanto che «ci si aspetta una buona crescita nei prossimi 2-3 anni», ma c’è la volontà di ridurre i rischi legati alla volatilità dei prezzi nel campo dell’energia – che negli ultimi anni, col basso livello del prezzo del petrolio, hanno fortemente inciso sulla profittabilità dell’azienda.

General Electric è entrata nel campo dell’Oil&Gas nel 1994, proprio con l’acquisizione di Nuovo Pignone dall’Eni, nella prima ondata di privatizzazioni degli anni ’90. Quest’anno ha realizzato la fusione con un altro colosso del settore, Baker Hughes, creando una newco (Bhge) di cui detiene il 62,5% delle azioni, e che è guidata dall’italiano Lorenzo Simonelli, già al vertice di Ge Oil&Gas.

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