Elezioni europee, Renzi: “E’ andata male. Follia l’assurda rottura del Terzo Polo”. Gli altri bocciati eccellenti

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Ha preso circa 150mila voti, Matteo Renzi, ma è rimasto fuori dal Parlamento Europeo, insieme ad Emma Bonino. Perchè la lista Stati Uniti d’Europa non ha raggiunto il quorum del 4%. Fuori anche Calenda, con Azione, anche lui, con il suo schieramento, al di sotto della soglia.

“Niente, è andata male. Purtroppo – scrive Matteo Renzi – la lista Stati Uniti d’Europa è rimasta fuori per pochissimo dal Parlamento europeo. Mi spiace molto e vorrei abbracciare i volontari che si sono spesi per questa idea: siete stati meravigliosi. La gratuità del vostro servizio allarga il cuore. Vorrei abbracciare uno a uno le migliaia di persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda: sono davvero onorato di rappresentare comunque la speranza di tante persone anche se avrei preferito qualche voto in più alla lista”.

E ancora: “Sono grato a Emma Bonino e a tutti i dirigenti politici che ci hanno creduto. Ma la politica è una grande scuola di vita anche quando non si vince. E dunque non riesco a essere triste, cari amici. Perché sono molto convinto che fosse giusto fare questa proposta, in questo momento: al mondo impazzito di oggi servono gli Stati Uniti d’Europa ed è stato bello affermare le ragioni di un sogno controcorrente. Abbiamo lottato, abbiamo espresso idee nelle quali crediamo, ci siamo messi in gioco. Non abbiamo fatto il quorum, che peccato. Ma non smetteremo oggi di lottare per questa idea di Europa, l’unica nella quale l’Italia può giocare un ruolo da protagonista”.

Per Renzi, “sul risultato italiano pesa l’assurda rottura del Terzo Polo: potevamo avere sette parlamentari europei riformisti, insieme. E invece sono zero. Che follia”.

CALENDA – “Dal terzo polo in poi ho cercato di avere un progetto politico. Ma Bonino fa partiti con nessuno e Renzi li fa per poi sfasciarli. Tuttavia non sono abituato ad attribuire ad altri le responsabilita’. Devo guardare in casa mia”. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calendo in una conferenza stampa nella sede del partito. “Mi rimprovero il fatto di aver creduto nel terzo polo”, ha aggiunto, sottolineando che “l’unica cosa che non si può fare è far finta che le cose non siano successe”.

BOCCIATI ECCELLENTI – Ma oltre ai nomi di Renzi, Calenda e Bonino, la lista di chi non ce la fa a conquistare un seggio in Ue è lunga e ricca. Non sembra aver pagato l’endorsement di Umberto Bossi verso Marco Reguzzoni, ex capogruppo della Lega Nord alla Camera, che correva alle Europee nelle file di Forza Italia e ottiene 7.293 preferenze nel Nord Ovest (mancano una ventina di sezioni da scrutinare).

Ancora peggio, nella stessa circoscrizione, un altro ex leghista Roberto Cota, ex parlamentare e governatore del Piemonte: 3.851 preferenze. Potrebbe non approdare in Ue neanche Marco Tarquinio, ex direttore di Avvenire e promotore di posizioni pacifiste, che ha ottenuto nella circoscrizione Centro con il Pd circa 28mila preferenze, arrivando settimo in lista. Ma mancano ancora oltre 2500 sezioni da scrutinare.

Futuro incerto anche per Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana e l’europarlamentare uscente Beatrice Covassi. L’ex sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi arriva decimo nella lista di Fratelli d’Italia al Sud con quasi 23mila preferenze.

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E’ rimasta sotto la soglia di sbarramento del 4% anche la lista ideata da Michele Santoro “Pace, terra, dignità” che aveva candidato tra l’altro la scrittrice Ginevra Bompiani e l’attore Paolo Rossi.

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