Cervinia non cambia nome: gli abitanti si sono ribellati. Anche per non modificare i documenti

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Ai piedi del Cervino è scoppiata la rivolta. Nessuno vuole cambiare alla famosa stazione invernale. Cervinia era e Cervinia deve restare. Non solo per motivi di immagine, ma anche pratici: bisognava rifare i documenti. E allora, chi voleva far restare solo il nome Le Breuil, ora batte in ritirata. E parla di… disguido.

Il fatto è che il 28 aprile 2023, l’allora consiglio comunale votò a favore del cambio di denominazione: da ‘Le Breuil Cervinia’ a solo ‘Le Breuil’. Una mossa che non e’ piaciuta e ha sollevato polemiche. Ora la famosa stazione sotto Cervino, il ‘Matterhorn’, per chi lo guarda dalla Svizzera, dovrebbe ritornare ‘Le Breuil-Cervinia’.

In primavera aveva votato a favore della nuova denominazione anche Elisa Cicco, che in quel momento era assessore nella giunta dell’ex sindaco Jean-Antoine Maquignaz. Ora la stessa Cicco, nel frattempo diventata sindaca di Valtournenche, è intenzionata ad annullare il cambio di denominazione e mantenere quella di Cervinia, che e’ nota in tutto il mondo sia dello sport che della mondanità.

Oggi pomeriggio, 30 novembre 2023, nel Palazzo regionale di Aosta si è tenuto un incontro tra il presidente della Regione Valle d’Aosta (è anche prefetto), Renzo Testolin, e la sindaca Cicco.

"Si e’ convenuto come la Regione, – spiega Testolin – nel rimanere in attesa della richiesta prospettata dal Comune in merito al riavvio dell’iter per la ridefinizione del toponimo da ‘Le Breuil’ a ‘Le Breuil-Cervinia’, si rende disponibile fin da subito a lavorare per ogni valutazione utile ad accogliere la richiesta".

Bene, ma allora perchè il pasticcio? Di chi è la colpa? L’ex sindaco di Valtournenche, Jean Antoine Maquignaz, si stringe nelle spalle e dà la colpa ai … toponimi: "Nessuno ha mai voluto cancellare Cervinia. Tutti i cittadini vogliono mantenere Breuil-Cervinia, anche l’amministrazione precedente e quella attuale".

Quindi l’ex sindaco cerca di spiegare: "Tutto è nato per una ricognizione del toponimi storici: il toponimo storico è Breuil e, nella ratio della legge, nelle residenze e cartellonistica bisognava inserire il toponimo storico, quindi Breuil". Ma il consiglio comunale, prima di votare lo snaturamento, non avrebbe dovuto almeno approfondire? Ma forse è colpa del governo e dell’Europa? O della Marsigliese?

Ernesto Giusti

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