Delega fiscale: Camera approva, ora torna al Senato. Il nodo del catasto

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Via libera dell’Aula della Camera alla Delega fiscale. Il testo, approvato a Montecitorio con 322 voti a favore, 43 contrari (Fdi e Alt) e cinque astenuti (i deputati di Leu), passa al Senato. Nonostante le assicurazioni della maggioranza il testo approvato non sembra escludere la possibilità di aggravi di tasse sulla casa, anche se non immediatamente, visto che è prevista la determinazione di un’ulteriore rendita da aggiornare periodicamente. Riprendiamo l’analisi puntuale del Sole 24 Ore.

Il Governo è delegato ad adottare norme finalizzate a modificare il sistema di rilevazione catastale degli immobili, prevedendo nuovi strumenti da porre a disposizione dei comuni e all’Agenzia delle entrate, atti a facilitare l’individuazione e il corretto classamento degli immobili. La delega indica i principi e i criteri direttivi che dovranno essere utilizzati per l’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati (da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026). Queste informazioni non dovranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi derivanti dalle risultanze catastali né, di conseguenza, per la determinazione di agevolazioni e benefici sociali.

Per garantire un’integrazione dei dati, si dovrà prevedere che venga indicata per ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale risultante a normativa vigente, anche un’ulteriore rendita, suscettibile di periodico aggiornamento, determinata utilizzando i criteri già previsti in materia di tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane (mentre sono “saltati” dal testo i precedenti riferimenti all’attribuzione del valore patrimoniale). Questa rendita, ove risultasse necessario, viene determinata anche tenendo conto dell’articolazione del territorio comunale, della rideterminazione delle destinazioni d’uso catastali, dell’adozione di unità di consistenza per gli immobili di tipo ordinario.

Irpef
Il testo indica i principi e i criteri direttivi per la revisione del sistema di imposizione personale sui redditi. Rispetto al testo originario del disegno di legge, è stato eliminato il riferimento alla progressiva e tendenziale evoluzione del sistema verso un modello duale (un’aliquota proporzionale per i redditi da capitale e l’Irpef progressiva su quelli da lavoro). Di conseguenza sono confermate flat tax (con scivolo di due anni per chi sfora i 65mila euro e rientra nel regime ordinario, e una quota del gettito destinata a Comuni e Regioni), cedolari secche e aliquote agevolate. E vengono armonizzate le tasse sul risparmio, facendo rientrare plusvalenze e minusvalenze su titoli o dividendi nella stessa categoria fiscale dei redditi da capitale.

Addizionali comunali e regionali
Il Governo è delegato ad attuare una revisione delle addizionali comunali e regionali all’Irpef, sostituendo le vigenti addizionali con altrettante sovraimposte (dunque applicabili al debito d’imposta e non, come nell’attuale sistema, alla base imponibile del tributo erariale). Sono concessi tanto alle regioni quanto ai comuni margini di manovrabilità, che sono definiti in modo da garantire agli enti nel loro complesso lo stesso incremento di gettito ora garantito dall’applicazione del livello massimo dell’addizionale Irpef. Altra stangata per i contribuenti in previsione degli aumenti che verranno decretati dai voraci governatori e sindaci.

Irap
Il Governo è delegato a emanare uno o più decreti legislativi volti al graduale superamento dell’Imposta regionale sulle attività produttive (Irap), garantendo in ogni caso il finanziamento del fabbisogno sanitario. Prevista priorità a società di persone, studi associati e società tra professionisti. Occorre garantire gettiti in misura equivalente per le regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario ovvero per quelle che sono sottoposte a piani di rientro che comportano l’applicazione di aliquote dell’Irap maggiori di quelle minime. Gli interventi normativi non devono generare aggravi di alcun tipo sui redditi da lavoro dipendente o da pensione.

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Riscossione
L’Esecutivo è delegato ad adottare norme finalizzate a introdurre alcune modifiche al sistema nazionale della riscossione. È prevista la definizione di nuovi obiettivi legati ai risultati, una revisione dell’attuale disciplina del sistema di remunerazione dell’Agente della riscossione, l’incremento dell’uso di tecnologie innovative e dell’interoperabilità dei sistemi informativi, il trasferimento delle funzioni e delle attività attualmente svolte dall’Agente nazionale della riscossione all’Agenzia delle entrate.

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