Omicidio Ciatti: processo anche in Italia. Respinto il ricorso della difesa di Bissoultanov

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ROMA – Non è riuscito a scansare il processo italiano, Rassoul Bissoultanov, il ceceno accusato di aver ucciso Niccolò Ciatti, il 21enne di Scandicci pestato a morte la notte nell’agosto del 2017 in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna. Con l’apertura del dibattimento e l’ammissione delle liste testi da parte della Corte d’Assise nella prossima udienza, fissata per l’8 luglio, verranno sentiti in aula come testimoni citati dal pm Erminio Amelio i genitori di Niccolo’ Ciatti, gli amici che erano con lui in vacanza, e alcuni operanti.

Per i giudici della Corte d’Assise di Roma è infatti "infondata" l’istanza avanzata dalla difesa dell’imputato, il ceceno Rassoul Bissoultanov, con cui chiedeva di chiudere il processo italiano per il principio del ‘ne bis in idem’ dopo la sentenza di condanna di primo grado pronunciata in Spagna.

I giudici capitolini oggi hanno sciolto la riserva affermando, nell’ordinanza ad hoc, che "non merita accoglimento e va rigettata" poiché nessuno dei due procedimenti è arrivato a sentenza definitiva.

La corte ha, di fatto accolto la tesi della Procura che si era schierata contro lo stop al procedimento: il pm Erminio Amelio, nell’udienza dell’8 giugno, aveva contestato l’iniziativa dell’avvocato Francesco Gianzi, spiegando che "quel principio può essere applicato solo alle sentenze che hanno superato i tre gradi di giudizio". "Questo processo deve proseguire e deve essere fatto con rapidità – aveva detto in aula il rappresentante dell’accusa -, lo dobbiamo alla famiglia Ciatti. La richiesta della difesa va rigettata, se la Corte dovesse accoglierla manderebbe al macero quanto fatto finora. Le autorità spagnole non intendono arretrare di un millimetro e andare avanti anche loro con il processo. Vi chiedo di dare celerità a questo processo".

Al termine dell’udienza è stato stilato anche un calendario che prevede quattro udienze fino al prossimo 31 ottobre, ma non è detto che la sentenza arriverà in autunno, tutto dipenderà dal numero di testimoni che verranno ascoltati. Nella lista depositata dal pm compaiono anche gli amici del ventenne che erano con lui in vacanza. Oggi in aula erano presenti i familiari di Niccolò. Il papà Luigi, lasciando piazzale Clodio, ha detto che "fortunatamente l’eccezione della difesa è stata respinta come ci aspettavamo e ora inizierà il dibattimento vero e proprio. Stiamo aspettando ancora la quantificazione della pena dopo la sentenza in Spagna. Quello di oggi è stato un passo decisivo e importante: noi cerchiamo giustizia e verità". Secondo quanto accertato dalle autorità iberiche ad uccidere il 22enne toscano fu un calcio dal potenziale "letale" assestato da una persona "conoscitrice di tecniche di lotta e non in modo casuale". Una azione omicidiaria messa in atto da Bissoultanov che in aula si è , però, difeso affermando di essere "andato nel panico" e di "non aver voluto" colpire il ragazzo fiorentino a morte. "Non volevo ucciderlo", ha detto in aula nelle dichiarazioni durante il processo svolto a Girona.

Gilda Giusti

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