Altre stangate in vista, aumenteranno le commissioni bancomat

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Dopo i rincari delle bollette, ai quali il governo dei cosiddetti migliori ha cercato in utilmente di mettere una pezza, dopo gli aumenti di molti prodotti alimentari camuffati con diminuzione dei contenuti, come denunciato dalle associazioni dei consumatori, sugli italiani si sta per abbattere un’altra serie di balzelli, tanto che sono in dirittura di arrivo, da parte degli istituti bancari. aumenti relativi ai prelievi bancomat. Misura tanto più penalizzante quanto più lo stesso governo ha stabilito che questo debba essere il sistema normale di pagamento, obbligando gli operatori del commercio a farlo. Quanto alle banche l’Antitrust sta indagando sulla maggiorazione dei costi che gli istituti vogliono introdurre per chi ritirerà denaro dagli Atm.

Ad oggi ogni banca ha una sua politica relativa alle commissioni da applicare ai clienti in caso di prelievo contante. Solitamente, per i ritiri da Atm sotto una certa cifra, se effettuati da bancomat appartenenti al circuito della banca di riferimento, al titolare del conto non vengono addebitati costi aggiuntivi. Le commissioni scattano però per i prelievi effettuati da bancomat diversi da quelli appartenenti alla propria banca. E funziona così, quando il titolare della carta o del conto corrente effettua un prelievo da uno sportello diverso da quello della banca di riferimento: l’istituto di credito che rilascia il denaro contante addebita la somma prelevata dal conto; la stessa cifra viene poi accreditata alla banca proprietaria dell’Atm da dove si sta ritirando denaro contante (a volte con l’aggiunta di un supplemento per il prelievo da sportello diverso); la banca dello sportello Atm, per il servizio reso, emette il pagamento ma con l’aggiunta di una commissione interbancaria che dovrà pagare la banca emittente (ovvero quella che detiene il conto corrente, diversa dall’ente di credito che sta facendo da intermediario).

Gli istituti finanziari, già da diverso tempo però, hanno chiesto di cambiare le regole, addebitando la commissione interbancaria al cliente e non alle banche. Il tutto è stato giustificato con l’aumento dei costi dei servizi, che potrebbe in questo modo essere ammortizzato. Ma a seguito della richiesta, l’Antitrust ha deciso di avviare un’indagine per verificare la legittimità dell’addebito, bloccando di fatto le maggiorazioni.

L’indagine sulla commissione interbancaria a carico dei clienti è stata avviata dall’Antitrust già a dicembre 2020. L’attività di verifica, stando alle premesse iniziali, doveva concludersi a settembre 2021, ma l’Authority ha deciso di prendersi ancora del tempo per indagare, rimandando la decisione finale ad aprile 2022. In questi giorni, però, è arrivata una nuova proroga. L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato si prenderà altri sei mesi di tempo: dal 29 aprile fino al 31 ottobre 2022, quindi, non ci sarà nessun aumento delle commissioni sui prelievi bancomat.

Attualmente il costo di una commissione interbancaria può variare da ente a ente a partire da 0,50 euro. E dalla fine di quest’anno, salvo decisione diversa (e blocco dell’iniziativa) potrebbe non solo ricadere sul consumatore finale, ma anche essere aumentata in modo sensibile. E come avviene in Italia, sotto tutti i governi, di centrodestra, di centrosinistra e tecnici, alla fine paga sempre Pantalone.

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