Giudice riammette infermiera no vax sospesa dall’Asl, violati diritti costituzionali

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPrint this pageEmail this to someone

Una sentenza che mette in dubbio le granitiche convinzioni del governo in tema di sospensione dal lavoro di dipendenti pubblici no vax. A ottobre un’infermiera era stata sospesa dalla Asl perché si era rifiutata di vaccinarsi così come previsto per la categoria. Il giudice del lavoro di Velletri, con un decreto cautelare del 22 novembre, ha però disposto per lei, dipendente della Asl Roma 6, la riammissione al lavoro. Nel provvedimento il giudice Giulio Cruciani ordina alla Asl l’immediata ricollocazione e l’erogazione dello stipendio.

Nel documento il giudice fa riferimento alla «rilevanza costituzionale dei diritti compromessi (dignità personale, dignità professionale, ruolo alimentare dello stipendio)» aggiungendo «che la sospensione dal lavoro può costituire solo l’extrema ratio e evento eccezionale in una azienda medio grande». «Il tribunale con questa ordinanza riafferma con chiarezza il diritto al lavoro a fronte di una sospensione che non può fare riferimento al diritto alla salute – afferma l’avvocato David Torriero, difensore della donna – se sono state proprio le decisioni del Governo a stabilire che lo stesso è garantito attraverso il ricorso ai tamponi ogni 48 ore».

Leggi anche:   Italiano: «Grande vittoria, i ragazzi ci hanno creduto». Pioli: «Proviamo dolore»