Firenze: girò video sulla famiglia Renzi nel lockdown. Vicino di casa paga 6.500 euro di risarcimento

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPrint this pageEmail this to someone

Era accusato d’intromissione illecita nella vita privata della famiglia Renzi, per aver filmato l’ex premier che giocava a pallavolo nel suo giardino durante il lockdown. L’accusato era il vicino di casa. Che ha estinto il reato pagando 6.500 euro come condotta riparatoria. Così si è concluso il processo a carico del vicino di casa dei Renzi. Il quale aveva realizzato un video poi diventato virale in cui si affermavano cose risultate false, tra cui la circostanza che nel giardino della villa di Renzi fossero presenti anche alcuni amici, in violazione delle norme anti Covid.

Il vicino di casa, difeso dall’avvocato Mario Taddeucci Sassolini, oltre a presentare una lettera di scuse ha versato a Renzi, parte civile nel procedimento e assistito dall’avvocato Federico Bagattini, un assegno da 6.500 euro, cifra ritenuta congrua dal giudice per estinguere il reato. Nella sua Enews, tuttavia, il senatore di Italia Viva ha affermato che la settimana prossima lui e la sua famiglia procederanno alla richiesta di danni anche in sede civile.

«È scandaloso – ha scritto Renzi in una lettera inviata al giudice del processo penale – che si possano riprendere dei minorenni, per di più all’interno della loro abitazione o giardino. E forse è ancora più scandaloso che si possa affermare che i minorenni violino delle regole stabilite dal Governo per tutti i cittadini. Mia moglie Agnese – prosegue la lettera – è insegnante ed è stata costretta a spiegare alla cerchia di conoscenti che non vi era alcuna violazione in casa nostra del Dpcm. Ma soprattutto lo ha dovuto fare a scuola, davanti a coetanei dei nostri figli. I componenti della scorta – aggiunge ancora il senatore – sono stati pesantemente colpiti nella loro professionalità. Sostenere che personale dell’Aisi si possa prestare a accompagnare amici minorenni da una casa all’altra è profondamente lesivo della reputazione».

Leggi anche:   Ue: con Green Pass nessuna restrizione per i viaggi in Europa