Fiorentina disastro: perde con il Benevento (0-1). Prandelli sconsolato

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPrint this pageEmail this to someone

E’ uscito a testa bassa, Prandelli. La Fiorentina perde in casa contro il Benevento alla fine di una delle più brutte partite che io (in 50 anni di professione) abbia mai visto. Povero Cesare, si è reso conto che tutta la sua capacità e la sua esperienza saranno messi a dura prova nel tentativo di rilanciare una squadra che non c’è: inconsistente, senza idee, incapace addirittura di fare un tiro decente in porta. Iachini, oggi, sarebbe autorizzato a scrivere una lettera di poche parole, dicendo: «Avete visto, non era colpa mia». Primo tempo incolore e secondo certamente peggiore. Dove il Benevento ha trovato il gol dopo uno svarione terrificante di Biraghi, che serve Roberto Insigne, bravo a centrare per Improta, pronto a battere a rete di prima intenzione infilando Dragowski nell’angolo basso, a sinistra. Poi sarà proprio Dragowski a impedire altri gol del Benevento. La Fiorentina si avvicinerà alla rete solo con un colpo di tacco, inguardabile, di Vlahovic. Mi vengono i brividi se penso all’impegno di Coppa Italia, mercoledì a Udine, e alla trasfertona di domenica prossima a San Siro contro il Milan. Nel baratro anche Pezzella, insicuro e insolitamente pasticcione. L’infortunio di Ribery, nel primo tempo, ha dato il colpo di grazia. Portiere a parte, non so onestamente chi salvare. Vi rimando alle pagelle. Con la speranza che sia stata troppo brutta, questa squadra, per essere viola. Coraggio Prandelli, rimboccati le maniche. E Commisso dovrebbe farsi sentire con la squadra, dopo l’improvvida sparata contro i giornalisti.

VUTURO – Lo speaker ricorda il Fiorentina-Benevento dopo la scomparsa di Astori. Ma l’emozione resta sospesa nello stadio vuoto, anche quando capitan Pezzella va a depositare un mazzo di fiori sotto la curva Fiesole in omaggio a Pietro Vuturo, scomparso ieri, 21 novembre. Un applauso, caro Pietro, dal profondo del cuore. Così come il ritorno di Prandelli in panchina, dieci anni dopo, non può essere celebrato come avrebbe dovuto. Cesare manda in campo la formazione prevista con un cambio in corsa: Duncan al posto di Bonaventura, bloccato nel riscaldamento. Nemmeno Caceres gioca: va in panchina. Al suo posto Igor che però fa il centrale con Pezzella e Milenkovic fa, in sostanza, il terzino destro. Pronti via e Fiorentina in avanti con il Benevento trincerato a tre quarti. In difesa liscio di Pezzella rimedfiato da Amrabat, poi Schiattarella (10′) falcia Castrovilli nel cerchio del centrocampo, Ghersini fischia ma non alza il giallo. Sbagliando. La Fiorentina giochicchia ma non punge.Prandelli (12′) perde la pazienza e urla a Igor che si muove lentamente, tipo moviola: «Dai, sveglia!». Il più lucido mi pare Amrabat. Ribery si smarca su lancio di Biraghi (17′) ma Glik lo cintura. E viene ammonito.

PRANDELLI – Il buon Cesare si spazientisce. Sono passati venti minuti: più che una partita, con tutti quegli urli e i giocatori nella tre quar preoccupante. ti campana, mi sembra un allegro mercato. Con assembramento. L’illuminazione (21′) viene da Ribery che, da sinistra, mette in mezzzo per Biraghi che manda il pallone altissimo. Ahi, ahi. Ancora Prandelli: «Due tocchi veloci, dai». Iachini diceva solo gioca, gioca. Che dire? I giocatori sono quelli e nemmeno Prandelli ha la bacchetta magica. Al 34′ rischio per i viola, ma Barba sparacchia alto dal limite dopo una chiusura affannata di Pezzella, fin qui meno preciso rispetto a come ci ha abituati. A metà campo, lo ripeto, il più attivo e Amrabat, ma non è supportato. Ribery prova ad accentrarsi, facendo scendere Biraghi sulla fascia sinistra. Discesona di Ribery (40′) bloccata al limite dell’area da Schiattarella che si siede anche sulla palla. E gli altri? Kouamè si era fatto notare in avvio per un maldestro colpo di tacco. Vlahovic non pervenuto, ossia disperso fra le maglie della difesa beneventana. Al 43′ Ribery esce zoppicante. Al suo posto un redivivo, ossia Saponara. Finora visto dall’inizio (e direi non bene) solo contro il Padova in Coppa Italia. Due minuti di recupero e finisce un primo tempo noioso, con una Fiorentina lenta e addirittura incapace di tirare in porta.

Leggi anche:   Cardinal Bassetti negativo al Covid-19

IMPROTA – In avvio di ripresa, Pippo Inzaghi sostituisce Sau con Roberto Insigne, fratellino di Lorenzo. Prandelli sposta Castrovilli più avanti, nella posizione che era di Ribery. Saponara è mandato a lottare a metà campo. Lotta? Così come mi viene spontaneo di pensare a dove sia Vlahovic. Poi lo intravedo: non arriva mai primo sul pallone. Kouamè (5′) difende bene il pallone, si gira due volte su se stesso, poi tenta di servire Vlahovic. Invano. Ci arriva dopo. Fa peggio di lui Biraghi, un attimo, dopo che perde il pallone ad opera del neo entrato Insigne, bravo a servire Impronta che, di prima intenzione, infila l’angolo alla sinistra di Dragowski. Bravi i due del Benevento, ma frittatona viola. Incredibile.

DRAGOWSKI – Vlahovic non prende un pallone di testa in area, forse era in fuorigioco. Poi Dragowski fa una paratona su Moncini. Ma l’arbitro concede una punizione ai viola. Prandelli corre ai ripari: sostituisce Kouamè con Cutrone, Duncan con Pulgar e Igor con Lirola. Ci prova, Cesarone, a dare una scossa. Ma è dura, dura. In tribuna c’è chi si scervella a indovinare il nuovo modulo: è 4-3-3 o 4-2-3-1? Importante è che succeda qualcosa. Cross di Biraghi (15′) nessuno la prende. Castrovilli sbatte il fianco contro Barba e resta in terra. Viene soccorso e portato fuori. La Fiorentina è confusa. Dragowski deve uscire anticipando Moncini lanciato a rete. Al 18′ ancora Dragowski deve rimediare respingendo in angolo una coclusione ravvicinata di Insigne. Prandelli allarga le braccia, praticamente disperato. Inzaghi fa un’iniziezione d’esperienza: toglie Letizia e inserisce Cristian Maggio, sì quello che, tanto tempo fa, era viola. Ha 38 anni, ma corre, corre.

Prandelli gioca l’ultima carta: fuori Amrabat, che mi è sembrato il meno peggio, con Borja Valero. Mancano poco più di venti minuti alla fine. Credevo che il primo tempo fosse stato opaco. La ripresa, fin qui, è stata un disastro. Il Benevento stringe i denti e picchia. Inzaghi cambia ancora: esce Moncini, entra Lapadula. Borja Valero cerca di mettere un po’ d’ordine, ma questa è una Fiorentina del tutto sconclusionata. Che rischia di subire ancora al 36′: punizione di Lapadula da 25 metri, indirizzata nell’angolo alto alla destra di Dragowski che vola e devia. Sì, il migliore in campo sarà il portiere. Ultimo cambio Benevento: fuori Improta e dentro Tello (ma non è, a scanso di equivoci, quello che giocava poco nella Fiorentina). Al40′ la Fiorentina potrebbe pareggiare: cross di Lirola da destra, Vlahvoci è davanti alla porta, tocca malamente col tacco invece di arrivarci bene. Montipò ce la fa a salvarsi. La Fiorentina tenta quello che, una volta, si definiva l’assalto finale. In realtà è il Benevento a farsi pericoloso in ripartenza. Sei minuti di recupero. Il tempo ci sarebbe, la squadra no. Lirola potrebbe crossare invece perde il pallone e si prende il giallo. E Lapadula (47′) spreca il raddoppio. Il Benevento esulta al fischio di Ghersini che chiude la partita. Finisce male, anzi malissimo la prima dopo il ritorno di Prandelli. La squadra non c’è. E Commisso, magari, dovrà prenderne atto.

Sandro Bennucci