Matteo Renzi ai magistrati: «Chi chiederà scusa a Menarini, Bassolino e Maroni?»

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Matteo Renzi critica la magistratura dopo l’assoluzione dei fratelli Lucia e Giovanni Alberto Aleotti: «Dieci anni fa, ero sindaco e i vertici di una delle principali aziende della mia città – un’azienda farmaceutica presente in tutto il mondo ma con sede a Firenze – vennero indagati con accuse pesantissime. Fu l’inizio di un calvario lungo due lustri. Ricordo quando, persino in occasione di eventi internazionali organizzati da questa azienda a Palazzo Vecchio, vi furono nelle stesse ore perquisizioni con evidenti strascichi mediatici. Fatto sta che, dopo dieci anni, la Cassazione ha totalmente cancellato l’indagine partorita dai PM di Firenze. Assolti con formula piena. Inutile dire che non è possibile qui spiegare che cosa abbiano sofferto in questi anni le famiglie degli indagati. Fatto sta che la Cassazione mette la parola fine. E, in un colpo solo, si cancellano paginate e paginate sui giornali, notti insonni, ordini cancellati, accordi con l’estero saltati. Ma almeno c’è la parola fine. Il nome dell’azienda è Menarini, il nome del PM fiorentino non importa scriverlo».

E’ quanto afferma il leader di Iv Matteo Renzi nella sua e-news. «Scriviamo invece, qui – prosegue – il nome di Roberto Maroni e Antonio Bassolino, due politici per i quali in questi giorni sono cadute le accuse penali. Chissà se qualcuno, prima o poi, chiederà scusa, chissà. Nel frattempo, il mio messaggio è sempre uno solo: non perdete fiducia nella giustizia. Perché la verità, prima o poi, arriva».

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