Economia Toscana, dal rapporto della Banca d’Italia riduzione diffusa fatturato per imprese minori

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(AGIPRESS) – FIRENZE – Dal documento “L’economia della Toscana – Aggiornamento congiunturale” della Banca d’Italia emerge quanto la pandemia da Covid-19 abbia colpito la Toscana in un contesto di diffusa debolezza congiunturale, determinando una forte caduta dell’attività economica: per il primo semestre del 2020, l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER), sviluppato dalla Banca d’Italia, segnala una flessione di quasi il 12 per cento, in linea con quanto stimato per l’intero Paese. Nei mesi estivi si è registrata una parziale ripresa, eterogenea tra settori e territori. Le imprese Nell’industria, il sondaggio della Banca d’Italia su un campione di imprese con almeno 20 addetti ha evidenziato una riduzione diffusa del fatturato, più intensa nel comparto della moda e per le imprese di minori dimensioni. Anche la produzione industriale si è contratta in misura significativa. Il quadro di estrema incertezza ha interrotto l’accumulazione di capitale, con un’ampia revisione al ribasso degli investimenti programmati. Le restrizioni interne e la diffusione globale dell’epidemia hanno pesantemente inciso sul commercio estero: nei primi sei mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, l’export toscano a prezzi correnti ha subito un calo del 15,4 per cento (-15,3 per l’Italia), concentrato soprattutto nei settori della moda e della meccanica. Alla repentina caduta delle vendite fino ad aprile è seguita una parziale ripresa nei mesi di maggio e giugno. L’attività del terziario si è fortemente contratta: i due terzi delle imprese intervistate nel sondaggio autunnale hanno segnalato un calo del fatturato nei primi nove mesi dell’anno, a fronte di un quinto che ha stimato un aumento. L’insorgere dell’emergenza sanitaria ha quasi azzerato i flussi turistici nel periodo tra marzo e maggio; della parziale ripresa estiva hanno beneficiato soprattutto le destinazioni specializzate nel turismo domestico, come le mete balneari, mentre le città d’arte hanno risentito della forte flessione della componente straniera. Nell’edilizia gli indicatori disponibili segnalano per i mesi estivi un moderato recupero dell’attività rispetto al periodo di fermo produttivo, sebbene i livelli restino ancora al di sotto di quelli dello scorso anno. Nel comparto residenziale le compravendite, in aumento dal 2014, sono calate di un quinto. La redditività del settore produttivo è peggiorata, dopo un decennio di diffusa crescita. Le misure pubbliche di sostegno hanno mitigato l’improvvisa riduzione di liquidità derivante dal repentino calo delle vendite, favorendo l’accesso al credito delle imprese.

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